E adesso stiamo scippando lo scettro anche ad Ascot, in fatto di acconciature en fleur. Se ad Ascot, l’evento ippico per eccellenza dove si dà appuntamento il meglio dell’aristocrazia di Sua Maestà, anche nei Giardini di Indro Montanelli di via Palestro a Milano ha sfilato un parterre meneghino molto glam/eccentrico in dress code, rosa corallo. Dal cosa ti sei messo in testa ( cesti fioriti, nuvole di tulle color pastello e inaffiatoi vintage al posto della pochette) a cosa ti sei messo ai pedi… una signora ha trasformato stivali da pioggia in fioriere e ci ha infilato dentro tulipani ton sur ton. Si orticoleggia fra rose di ogni forma, colore, fragranza, limoncini della costiera amalfitana e mandaranci cinesi, cactus sculture e piante “carnivore” nel senso mangia/insetti (utilizzate anche come ecologico rimedio anti/zanzare).

Il presidente di Orticola il marchese Gianluca Brivio Sforza da quest’anno  lancia anche Orticola Arte chiedendo allo street artist  Pao di “immaginare”  il suo “Primo giorno di primavera”. E lui lo ha fatto creando un fiorone in vetroresina con due metri di corolla che sembra spuntare direttamente dall’erba del prato. Per Micky Poss, stratega della comunicazione “green”,  coltivare il proprio giardino diventa una metafora esistenziale, di cambiamento, di rigenerazione di idee e per questo ha deciso di coniugarlo anche  con scelta di cibi sostenibili. E naturalmente con corsi di composizioni floreali. Tutte potenziali giardiniere, dunque per ricordarci che l’Italia ha espresso nel passato grandi paesaggisti: si parla ancora di giardini all’inglese e giardini all’italiana.

Il Flower power party con live concert è invece affidato a Giulia Franzi Poss, figlia di Micky, per avvicinare i giovani al concetto del prendersi cura del verde, in sinergia con Emilio e Ludovico Gola, aristo/rampolli della Milano bien e con Cindy Wen, talentuosa cinesina della Marangoni, l’istituto Fashion di Milano. In festa e fiori anche le vetrine del triangolo della moda. Che spettacolo!Nelle stesse ore di inebriamento floreale si inaugurava Milano Pianocity, un’ondata di concerti (450) spalmati per tutta la città, dall’alba al tramonto spaziando da ogni stile, tecno, rap, classico. Si comincia con il compositore islandese Olafur Arnalds, il fuoriclasse del  genere ambient e di musica “smart” interattiva con un passato punk metal. Concerto gratuito, apertura di cancelli del Gam alle 7 in punto, orario previsto le 21. Già due ore in piedi, sotto la pioggia potevano bastare ma lui da star che si presenta con 45 ore di ritardo è accolto sonoramente da fischi. Poi ci invita a intonare il coro ahahahah, gli serve per la registrazione dal vivo. E anche questo piace poco al pubblico. Alla fine il riscatto, il concerto tocca note quasi sublimi. Certo, un gazebo, una tendina in caso di pioggia si poteva chiedere agli sponsor, o no?