Scontri fuori allo stadio Olimpico a Roma a due ore dal fischio d’inizio della finale di Coppa Italia tra Lazio e Atalanta. La polizia, schierata in assetto antisommossa, ha risposto con cariche e usando sia idranti che lacrimogeni per provare a disperdere i gruppi di ultras laziali che hanno lanciato almeno 30 bombe carta, oltre a sampietrini, fumogeni e bottiglie di birra all’indirizzo delle forze dell’ordine. 

È anche stata data alle fiamme una vettura della polizia locale nella zona di Ponte Milvio: l’auto è stata colpita – a quanto si apprende – da un molotov e un vigile è rimasto ferito a un occhio. Almeno 10 persone sono state fermate da carabinieri e polizia per essere identificate dopo diversi tentativi di sparpagliare i tifosi violenti. Tre, alla fine, i tifosi biancocelesti arrestati. Grazie all’intervento dei reparti mobili, la tensione è calata attorno alle 19.45 dopo oltre mezz’ora di scontri.

La Digos romana, come spiegato nelle scorse settimane da Ilfattoquotidiano.it, temeva che in occasione della finale le rispettive tifoserie organizzate potessero cercare lo scontro: i rapporti si sono deteriorati nell’ottobre scorso, quando decine di tifosi bergamaschi si sono mescolati ai “gemellati” dell’Eintracht Francoforte, rendendosi responsabili di raid ai danni di quelli biancocelesti sia nel match di andata in Germania che in quello di ritorno nella Capitale il 13 dicembre.

Per questo il Viminale, in vista dell’arrivo di circa 23mila tifosi da Bergamo, ha disposto imponenti misure di sicurezza con oltre 20mila uomini impegnati per la gestione dell’ordine pubblico nella Capitale e lungo tutto il tragitto dei pullman in partenza dalla Lombardia.