C’è una novità per il sistema imprenditoriale italiano da parte di Istat. Il 20 maggio inizierà il Nuovo censimento permanente delle imprese e, per la prima volta nella storia dell’istituto di statistica, sarà a cadenza triennale e non più decennale. L’obiettivo è quello di monitorare in modo più puntuale e tempestivo i continui cambiamenti del sistema produttivo nazionale, con un’attenzione ai temi della digitalizzazione e della competitività. “A differenza dei censimenti tradizionali, l’indagine sarà fatta su un campione di 280mila imprese, ma i risultati saranno comunque di tipo censuario grazie all’incrocio con altri archivi statistici. La complessità dell’operazione richiede perciò che ci sia massima collaborazione con le aziende e con le associazioni di categoria”, ha dichiarato il presidente dell’Istat Gian Carlo Blangiardo durante la conferenza stampa di presentazione che si è svolta a Milano. Un invito accolto dalle altre istituzioni presenti, tra cui Unioncamere e Abi (Associazione bancaria italiana). “Con questo censimento Istat descriverà l’anatomia del nostro sistema produttivo e ci permetterà di capire ancora di più quale direzione di marcia deve prendere l’Italia”, ha aggiunto il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia. “Avere informazioni aggregate è essenziale per le scelte future, sia in chiave aziendalistica che in chiave di politica economica. Per avere una visione del Paese dobbiamo avere una visione d’insieme”.

Il nuovo Censimento permanente delle imprese
La raccolta dei dati fra le imprese selezionate per il campione inizierà il 20 maggio e si concluderà il 16 settembre, con l’obiettivo di divulgare i risultati preliminari entro la fine del 2019. Istat ha predisposto un questionario da compilare esclusivamente online (obbligatorio, pena il pagamento di una sanzione prevista per legge) riguardante diverse tematiche: quali sono i profili di impresa con maggiori performance, i fattori di successo, ma anche quali sono le criticità per la crescita economica. Tra le novità ci sono anche domande sull’uso delle piattaforme digitali e sul cloud, l’accesso al credito, la responsabilità verso l’ambiente. “In generale si tratta di una rilevazione multi-scopo di tipo qualitativo: vogliamo raccogliere informazioni sui comportamenti e le strategie adottate dalle imprese”, spiega il presidente dell’Istat Blangiardo. “In prospettiva sarà possibile valorizzare questo patrimonio informativo con altri archivi, i big data, le banche dati della pubblica amministrazione, le statistiche delle associazioni di categoria”. Un’integrazione che, nelle intenzioni di Istat, permetterà di capire in tempo reale le dinamiche delle piccole, medie e grandi imprese attive in Italia (circa 4 milioni e 400mila).

“Un progetto all’avanguardia in Europa”
Alla presentazione del nuovo censimento ha partecipato, fra gli altri, il vicepresidente vicario di Unioncamere Andrea Prete, secondo cui “davanti ai rapidi cambiamenti in atto, è fondamentale aggiornare continuamente le nostre conoscenze sul mondo imprenditoriale. Basti pensare che ogni giorno registriamo la nascita di 955 nuove iniziative e la chiusura di 933 imprese”. Di fronte a queste trasformazioni così veloci, ha aggiunto, “serve un quadro aggiornato degli attori economici. Tutte informazioni essenziali anche per le decisioni del Parlamento, del governo e delle altre istituzioni. Il lavoro messo in campo da Istat ci pone di fatto all’avanguardia sul piano europeo”.  È d’accordo Roberto Monducci, direttore del Dipartimento per la produzione statistica di Istat: “La nostra è un’operazione nazionale, non collegata a iniziative europee. Il motivo è che il sistema di imprese italiano è anomalo rispetto a quello degli altri Paesi”. In che senso? “Le statistiche internazionali insistono molto sulla fascia medio-alta delle aziende, ma in Italia sono molto più numerose le piccole e medie imprese”, ha concluso Monducci. “La nuova rilevazione permetterà di vedere quindi dei fenomeni per noi molto importanti, andando in profondità in un sistema frammentato e polarizzato”.

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