Lo scudetto del 2006 resta all’Inter. Il Collegio di garanzia del Coni, presieduto da Franco Frattini, ha dichiarato inammissibile il ricorso della Juventus sul titolo assegnato nella stagione in cui scoppiò lo scandalo Calciopoli e in cui la parte alta della classifica fu riscritta dalle penalizzazioni per i bianconeri e il Milan. La società di Torino aveva presentato ricorso contro la Federcalcio, la stessa Inter e il Coni per l’impugnazione e la riforma del lodo definitivo pronunciato dal Collegio Arbitrale del Tnas, in cui “si era dichiarato incompetente a decidere in merito al provvedimento di revoca – assunto in data 26 luglio 2006 dal commissario straordinario Figc Guido Rossi per motivi disciplinari – del titolo di Campione d’Italia alla Juventus”.

Il legale dei bianconeri, Luigi Chiappero, aveva chiesto in pratica di spostare il caso presso il Tribunale federale nazionale della Figc. Ma il Collegio, spiega la Gazzetta dello Sport, si è fermato a quanto deciso dal Tnas, l’organo di giustizia di allora, 2011, che aveva appunto sposato la linea dell’inammissibilità. Secondo il ricorso della Juventus, la decisione di Guido Rossi – basata sul parere dei tre saggi Gerhard Aigner, Roberto Pardolesi e Massimo Coccia – non fu automatica e sarebbe stata diversa se fosse stato a conoscenza delle intercettazioni riguardanti l’Inter e finite nell’istruttoria del procuratore federale Stefano Palazzi del 2011 con richiesta di prescrizione.

Diversa la posizione degli avvocati di Inter e Figc, secondo cui l’allora commissario Rossi non fece altro che prendere atto della nuova classifica dopo le penalizzazioni e assegnare lo scudetto all’Inter, in quanto prima. Infine, il Collegio di garanza “ha condannato la società Juventus al pagamento delle spese in favore del Coni, liquidate nella misura di 1.500,00, oltre accessori di legge, e ha disposto l’integrale compensazione delle spese nei confronti delle altre parti“.

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