Scontro a Dimartedì (La7) tra il deputato di Liberi e Uguali, Pier Luigi Bersani, e il direttore responsabile di Libero, Pietro Senaldi.

Il giornalista fa un paragone tra il caso Siri della Lega e quello di Josefa Idem, l’ex atleta ed ex senatrice del Pd che si dimise da ministro alle Pari Opportunità del governo Letta, dopo le roventi polemiche scatenate dal mancato pagamento dell‘Imu per la sua casa-palestra di Ravenna: “La Idem aveva fatto un abuso e questo era acclarato. Ed era poco compatibile con il suo ruolo di ministro dello Sport, anche perché non si capiva perché le avessero dato quella nomina. Su Siri, invece, non è stato ancora accertato nessun fatto. Siccome non si tratta solo di Siri, ma è successo anche a Marino e poi ci siamo ritrovati la Raggi, chiedo: non è un po’ debole un sospetto per mandare a casa delle persone?”.

“C’è un limite però – commenta Bersani – Josefa Idem sanò la cosa pagando non so quanti euro. Non era stata condannata a niente. Si è dimessa“.
“Ma di Siri non si sa nulla”, ribatte Senaldi.
“Si è dimessa – ribadisce Bersani – perché voi avete fatto una campagna che una persona perbene non è in grado di sopportare. Non un ministro, ma una persona. Siri invece è un bancarottiere fraudolento e fa il sottosegretario. Quindi, per favore, si legga l’art. 54 della Costituzione, che dice che quegli incarichi vanno svolti con disciplina e onore. Va bene? E Siri venga via da lì. Perbacco”.

La polemica riesplode sul leader della Lega, riguardo al quale l’ex segretario dem osserva: “Salvini, come, senza proclamarsi razzista, sta sdoganando il razzismo, così, senza proclamarsi fascista, per l’amor di Dio, sta sdoganando il fascismo“.

Senaldi menziona la vicenda del libro di Salvini pubblicato da una casa editrice vicina a Casapound e osserva: “Quella casa editrice è legale, quindi non ci sono discussioni. Io mi ricordo quelli del Pd che criticavano Berlusconi e poi, quando si trattava di fare i soldi, pubblicavano libri con Mondadori. Ma non ve lo fate mai un esame di coscienza?”.
“Ma Salvini pubblichi dove vuole – risponde Bersani – Il punto è che lui sta sdoganando il fascismo. E sta rompendo le regole a ogni passo”.

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