M5s? La sua posizione, in generale, è sempre opportunistica per definizione. Le regole per i nemici si applicano, per i nemici si interpretano. ”. Così, a Otto e Mezzo (La7), si pronuncia Federico Pizzarotti, sindaco di Parma e capolista alle elezioni europee con +Europa-Italia in Comune, menzionando la sua espulsione dal M5s, il caso Raggi e la vicenda SalviniDiciotti.

E aggiunge: “Oggi si avvicinano le elezioni e quindi Siri, che pure aveva patteggiato una condanna per bancarotta fraudolenta, all’improvviso diventa interesse di tutti. Su tanti temi i 5 Stelle cambiano idea, a seconda del momento. Penso all’immigrazione, ai diritti per gli omosessuali e le coppie di fatto, alle tematiche europee. Addirittura – continua – avevano indetto un fantomatico referendum per uscire dall’euro e non si è mai saputo che fine avessero fatto le firme o se le avessero raccolte o presentate. E ieri Di Maio aggiunge che servirebbe un governo dell’Europa diverso. Il punto è sempre cavalcare l’opinione pubblica e mai avere una linea chiara di quello che si vuole essere. Fino a oggi questa linea ha pagato, ma spero sempre che i cittadini si rendano conto di queste contraddizioni“.

Pizzarotti poi spiega perché, come dichiarò tempo fa, secondo lui Di Maio avrà lo stesso destino di Renzi: “Di Maio ha personalizzato il partito. Il M5s è ben diverso da quello degli albori, basti pensare allo streaming: che fine ha fatto? Il movimento, di fatto, è diventato un partito in cui parla solo Di Maio e solo i suoi fedelissimi vanno in tv o prendono incarichi. Questo non è molto diverso da Renzi e dal suo cerchio magico. Renzi poteva permettersi tutto, ma poi, quando a un certo punto rallentò, con una scusa fu destituito – conclude – Penso che Di Maio abbia tanti nemici all’interno del M5s, che restano nell’ombra perché non hanno il potere di opporsi, altrimenti sarebbero espulsi. Oggi stanno resistendo tanti 5 Selle che criticano fortemente Di Maio, soprattutto al Senato. Quando Di Maio perderà colpi, forse Fico o altri gli faranno fare la stessa fine di Renzi“.

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