“Non stuprate le nostre donne” è uno degli slogan più cari dell’estrema destra, Casapound compresa. Io ho sempre mentalmente aggiunto un “perché tanto le stupriamo noi”. Penso che possa accadere che prendano troppo alla lettera quel “nostre” e così non accettino un rifiuto. Poi in genere mi riferisco al modo in cui i destrorsi trattano le donne. Basta vedere quel che scrivono sui social quando una donna non gli sta a genio. Ci sono un bel po’ di azioni sessiste da considerare, se la destra vuole mettersi in discussione per davvero. Ma che dico. Vabbè. Sogno.

Notizia: due della destra estrema, tra cui un consigliere comunale di Casapound, sono stati arrestati con l’accusa di stupro su una donna prima indotta a bere, poi malmenata e abusata per ore con tanto di video registrati sul telefonino. Questo è quel che i media riportano. Il titolare di Casapound dice che ha espulso il trasgressore (dall’Italia? Ma sì, che bello!), ma nel frattempo sappiamo che egli aveva già una faccenda in sospeso: “Ha già un procedimento in corso per il pestaggio di un ragazzo. All’epoca era ancora minorenne e, insieme a un altro esponente di Casapound, anche lui eletto consigliere, hanno preso a botte un ragazzo, colpevole di aver fatto su Facebook dei commenti ironici sul loro movimento. Lo hanno pestato in venti contro uno”. Per questa cosa non meritava l’espulsione?

A me spiace davvero per questa ragazza che si trovava in un contesto (durante una festa privata nell’Old Manners – circolo privato, tra le sedi ufficiali di Casapound) in cui fanno tanto i virili, gli uomini veri, pronti a fare fiaccolate contro gli stupri commessi dai “neGri”. Protettori dei corpi delle femmine che vengono considerate solo come proprietà (ripeto: non toccate le “nostre” donne). Uomini che solo per il fatto di dirsi di estrema destra forse pensano di avere un appeal particolare. L’appeal noto come sindrome del mussolini sospeso (o appeso?) su un balcone. O come sindrome celodurista di leghista memoria. Mi spiace davvero che in un contesto in cui probabilmente si sentiva al sicuro le sia accaduta questa cosa orrenda. Tanta solidarietà a lei e tante stramaledizioni a loro.

Ma poniamo il caso che siano stupratori (poniamo). Vediamo di che si tratta:

1. Lo stupro è violenza di genere e non dipende dall’etnia, dal colore della pelle, né dalla religione. Le donne stuprate solitamente vengono usate dalla destra per istigare odio contro stranieri e per fomentare islamofobia. Stavolta non ci sono scuse e forse, dico forse ma non ci spero molto, la smetteranno di parlare della presunta natura molesta dei migranti e si concentreranno sul fatto in sé.

2. La violenza di genere viene perpetrata in vari modi, uno tra questi: dare della tro*a alle donne che non la pensano come te per esempio, o augurare loro lo stupro da parte di un plotone di “neGri” se non sei d’accordo con la soluzione ultima ideata dai respingitori dei respingitori dei respingitori dei migranti in mare.

3. Lo stupro non si risolve con securitarismi, più polizie, più armi, più repressione. Basterebbe dire (prendi nota, Simone Di Stefano!) che se una donna dice no è no, e se continui è stupro. Basterebbe dire che non è divertente far bere e sedare una donna e poi picchiarla e abusarne. E non c’è castrazione chimica che tenga. Il sessismo non lo contieni chimicamente e le soluzioni di questo tipo sono violente e inutili tanto quanto violento e inutile è il modo in cui le donne vengono usate dalla destra.

C’è forse altro da dire? Beh sì. Andate a quel paese. Più parlate di stupro come responsabilità di stranieri (di altri, sempre gli Altri) e più ci allontanate dalla soluzione del problema e voi, da quel che vedo, siete parte del problema. Una grossa parte del problema. E non rappresentate di certo la soluzione. Per le prossime campagne di propaganda, quindi, suggeriamo un nuovo slogan: “Stupri e buoi dei paesi tuoi!”.

Ps. Ecco la foto che il tipo di Casapound aveva postato “in difesa delle donne”. Coerente, vero?

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Ramelli, cambia il corteo antifascista. La questura di Milano: “È vicino a quello di estrema destra”. Che non è autorizzato

prev
Articolo Successivo

Corridoi umanitari, scontro Trenta-Lega: “Salvini ha cambiato idea”. “Si occupi di Difesa. Con noi più soldi all’esercito”

next