Secondo atto della polemica tra Lucia Borgonzoni, sottosegretaria alla Cultura e senatrice della Lega, e il direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, nel corso di Otto e Mezzo (La7).

Travaglio ribadisce: “Lei ha detto che voi della Lega vi fidate di Siri perché è una persona specchiata. No, non è una persona specchiata, ma un bancarottiere che ha sottratto in modo fraudolento dei soldi all’erario, cioè alle casse dello Stato che lui dovrebbe servire”.
“Travaglio, dove vuole arrivare? – ribatte Borgonzoni – Lo so benissimo. Lei ha già una condanna per Siri, perché vuole che venga tolto da sottosegretario“.
No, la pena l’ha patteggiata lui – risponde il direttore del Fatto – Non l’ho mica data io o una toga rossa. Lei non può dire che Siri è una persona specchiata, perché in un Paese serio uno che patteggia una pena non fa il ministro, né il sottosegretario”.
“Allora si deve togliere dal governo adesso?”, chiede la sottosegretaria leghista.
“Per quanto mi riguarda, non sarebbe dovuto nemmeno entrare – replica Travaglio – Questa incompatibilità di Siri con un ruolo di governo era tale già prima, ma oggi diventa gigantesca perché è stato preso col sorcio in bocca a utilizzare il proprio incarico in questo governo per fare gli interessi di un imprenditore privato. E’ per questo motivo che il presidente del Consiglio non si fida più di lui e lunedì lo accompagnerà alla porta. E i colleghi di governo di Siri, compresa la Borgonzoni, dovrebbero dirgli: ‘Tu ci hai fregato, tu hai sputtanato il tuo partito’. E questo non c’entra niente con le intercettazioni, ma con l’emendamento che Siri per 8 mesi ha cercato di piazzare“.

“Quindi, lei sa già tutto – insorge Borgonzoni – Siri ha fatto tutto per interesse, probabilmente per lei ha preso i soldi e Conte lo manderà via. Quindi, possiamo chiudere qua. Dobbiamo avvisare Conte che sa già tutto Travaglio. E se le intercettazioni non c’entrano niente, allora significa che Siri non c’entra assolutamente nulla. Lui ha portato avanti un emendamento che comunque era all’interno dei programmi sia del M5s, sia della Lega ed era nel contratto di governo sul tema delle rinnovabili”.
“Non è vero – ribatte il direttore del Fatto – L’emendamento di Siri gliel’ha scritto Arata su misura della sua società, non era nel programma di governo. E lei lo sa benissimo”

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