Sono 321 i pazienti curati al centro post-operatorio di Medici Senza Frontiere a Mosul Est, in Iraq, nel suo primo anno di attività. E di questi 52 sono bambini. Molti di loro sono stati gravemente feriti durante il conflitto e hanno lesioni complesse che richiedono ripetuti interventi e lunghi percorsi di guarigione. Il piccolo Anas, 12 anni, la cui storia è raccontata nel video diffuso dall’organizzazione, è stato uno dei primi pazienti dell’ospedale. Dopo quasi un anno di ricovero è stato finalmente dimesso.

In un sistema sanitario devastato dalla guerra, la struttura è per molti pazienti l’unica possibilità di accedere a cure specialistiche gratuite. I violenti combattimenti scoppiati nel 2016-2017 hanno duramente colpito la popolazione della città. Oggi, dopo quasi due anni dalla battaglia di Mosul, le conseguenze del conflitto sono ancora evidenti, molti quartieri giacciono tra le macerie e migliaia di persone faticano ad accedere ai servizi di base.