Dopo Socrate, Giorgio La Pira, Paolo Veronese, Tina Anselmi, Francesco Borromini, Don Lorenzo Milani e Piero Calamandrei, prosegue con Hannah Arendt la galleria dei personaggi scomodi presentati da Tomaso Montanari nel suo programma “Eretici”, realizzato da Loft Produzioni in esclusiva per la piattaforma Loft (www.iloft.it e app Loft), da un’idea di Alessandro Garramone e Annalisa Reggi con la collaborazione di Matteo Billi, Nanni Delbecchi e Simone Rota. “Hannah Arendt è una delle eretiche più importanti del ‘900”, esordisce Tomaso Montanari. Ebrea tedesca, deve fuggire negli Stati Uniti per scampare al pericolo del nazismo, diventerà una filosofa e teorica della politica prima a Chicago, poi a New York. “Eretica per noi soprattutto per ciò che pensava sul rapporto tra verità e politica – riflette lo storico dell’arte – Un pensiero che svilupperà per lo più durante il processo ad Adolf Eichmann”. Uno fra i maggiori responsabili dell’Olocausto, egli sfugge al processo di Norimberga rifugiandosi in Argentina, dove viene arrestato e rapito dal Mossad. Portato in Israele per uno spettacolare processo, Eichmann sarà condannato a morte per genocidio e crimini contro l’umanità. La Arendt va a seguire il processo a Gerusalemme: ne esce un reportage il cui sottotitolo – “La banalità del male” – diviene un’espressione proverbiale.

La tesi della filosofa contesta la mostruosità del criminale nazista, ma anzi, vede in Eichmann e in generale, nei suoi sodali, la normalità dell’uomo comune. Quei crimini orrendi non sono stati quindi compiuti da uomini anormali – e quindi distanti da noi – ma da uomini come noi. La Arendt vede nella condotta di Eichmann, in ciò che egli dice alla Corte, nelle sue spiegazioni, una inconsapevolezza che naturalmente non è una giustificazione: la portata epocale di quello che stava succedendo, secondo la filosofa, non è stata compresa dai suoi autori materiali. “Questo non è un pensiero tranquillizzante: ci dice che può capitare di nuovo, che uomini comuni possono agire di nuovo, in circostanze diverse per costruire una nuova macchina infernale”, spiega Montanari. La tesi che la Arendt porta avanti le causa numerosissimi attacchi: la stessa comunità ebraica la addita come una traditrice. In questo vortice di polemiche Hannah Arendt è indotta a riflettere sul punto fondamentale: è possibile dire la verità? Che cosa comporta dirla in pubblico? Quali sono le conseguenze per chi la dice? E fra la politica e la verità che tipo di rapporto c’è? E’ sull’onda di queste riflessioni che la Arendt scrive un breve testo, “Verità e politica”, in cui emerge il carattere eretico dell’autrice, di chi è capace di andare contro le verità costituite della sua stessa comunità: al centro, la tesi secondo cui la verità è forte come il potere ed è per questo che è temuta e quando è conosciuta e diffusa può mettere in crisi i governi, farli cadere. Hannah Arendt si pone sempre il problema di chi ascolta, dell’opinione pubblica e dunque diventa fondamentale la dimensione della scuola, dell’educazione: chi è in grado con i suoi strumenti di distinguere il vero dal falso? Il punto è che ci sia qualcuno che continua a dire la verità e che ci sia qualcuno che sia capace di ascoltarla grazie agli strumenti che ha appreso dalla scuola.

“Eretici” (10 episodi X 16 minuti) è un programma originale realizzato da Loft Produzioni in esclusiva per la piattaforma Loft (www.iloft.it e app Loft). Dopo Socrate, Giorgio La Pira,  Paolo Veronese, Tina Anselmi, Francesco BorrominiDon Milani, Piero Calamandrei e Hannah Arendt Montanari ci racconterà le eresie di Papa Francesco e Danilo Dolci.

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