“La scuola non è indifferente”, questo il titolo scelto dalle insegnanti della scuola primaria Maria Mazzini per il video con il quale hanno voluto testimoniare l’azione compiuta qualche settimana fa con i loro alunni. “Da qualche tempo era comparso vicino a scuola un graffito razzista e antisemita – spiega la maestra Enrica Origo – ne abbiamo parlato in classe, e proprio dai bambini di una quinta elementare è arrivata l’idea di andarlo a cancellare, subito condivisa con le altre classi”.

Così i bambini e le bambine della scuola primaria dell’Istituto Comprensivo Castelletto di Genova, in accordo con i genitori, si sono rimboccati le maniche per cancellare il graffito, passando il pennello di mano in mano e leggendo l’articolo 3 della Costituzione. Non distante dalla piazza dov’era apparsa la scritta antisemita abitò Emanuele Luzzati, celebre illustratore di origine ebraiche, costretto ad abbandonare Genova proprio a causa delle leggi razziali fasciste del 1938, ed è stata anche l’occasione per il ragazzo a cui è intitolata la piazza, aggiungono le insegnanti: “Goffredo Villa, studente antifascista fucilato dai nazifascisti delle brigate nere all’alba del 29 luglio 1944”.

Un momento di educazione civica che le maestre hanno voluto riprendere e rendere pubblico attraverso il canale YouTube della scuola, per ricordare, a pochi giorni dalla festa della Liberazione, quanto sia importante difendere la democrazia, a partire da piccoli gesti quotidiani: “I bambini della nostra scuola ogni anno incontrano i partigiani, forse proprio da loro hanno imparato l’importanza di prendere posizione tutti i giorni, concretamente”.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Truffa assicurazioni, a Palermo 42 arresti e 250 indagati: falsi incidenti tra arti mutilati, uno in Rianimazione e un morto

prev
Articolo Successivo

Truffa alle assicurazioni, le intercettazioni: “Ti fai rompere di nuovo tu?”, “Mi state ammazzando!”, “Non gridare”

next