Battibecco vivace a L’Aria che Tira (La7) tra il deputato del Pd Francesco Boccia, da un lato, e il presidente della Commissione Bilancio Claudio Borghi (Lega) e l’economista Antonio Rinaldi, dall’altro.

Borghi puntualizza: “Il Def consiste in previsioni che, alla fine, sono destinate a essere smentite dai fatti. Io non sono al governo e non ho partecipato alla stesura, perché lo fa il ministero dell’Economia”.
Boccia osserva: “Siccome M5s e Lega hanno deciso di far impallidire persino Machiavelli, ora siamo alle promesse negate. Chi si arrampica sugli specchi da un lato, chi si arrampica dall’altro. Il Def, intanto, rappresenta il perimetro della legge di bilancio ed è vincolante rispetto ai saldi con cui costruire la prossima manovra. Al momento nel Def c’è scritto: disoccupazione che sale, pressione fiscale che aumenta, Iva in aumento dal 22% al 25,2% nel 2020. Ora ci stanno chiedendo di chiudere gli occhi e di fidarci di loro, ma solo dopo le elezioni europee. E ricordo che i mercati decidono di dare o meno fiducia al Paese in funzione di quello che dicono loro”.
Borghi insorge: “Il Def non è vincolante. Prendetevi allora il Def del 2015, il primo della gestione Padoan. Rispetto alle previsioni contenute in quel Def, si è fuori di 70 miliardi”.
“C’è un vecchio detto di mio nonno – commenta Boccia – e cioè: ‘Diffidate di quelli che fanno molte promesse, perché sono professionisti nel mantenerle’”.

Rinaldi replica: “Visto che hanno tirato fuori i nonni, allora cito il mio: ‘Quando parlano, parlano. Poi tirino fuori i numeri, quelli veri’. Vi ricordo che il governo targato Pd ha fatto 286 miliardi di euro di debiti. Perché dite cornuto all’asino? Aveva ragione Montanelli, quando diceva che la sinistra ama talmente i poveri che, quando è al governo, li aumenta. E con voi al governo i poveri sono diventati 5 milioni”.
“Veramente è cresciuto il Paese – replica Boccia – Noi l’abbiamo lasciato all’1,4. Ora la crescita è zero”.
“L’Italia è cresciuta quando tutti crescevano – ribatte Rinaldi – Adesso sono in discesa”.

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