Chi è alla ricerca di un fitness tracker, un braccialetto per monitorare l’attività sportiva, può prendere in considerazione i nuovi Fitbit Inspire e Inspire HR, che vanno a sostituire l’ormai vetusto Alta HR. Puntano sul comfort d’uso e sul design, e costano rispettivamente 69,95 euro e 99,95 euro. Si differenziano perché il modello più costoso integra un sensore di battito cardiaco che è invece assente nell’Inspire base. Quest’ultimo è più indicato per un pubblico casual, l’Inspire è più adatto agli utenti attenti ai dettagli.

Dopo averli provati in maniera approfondita possiamo concludere che il Fitbit Inspire HR è un braccialetto piccolo, piacevole da indossare e adatto come fitness tracker. Notifica da tutte le app, monitora diversi sport oltre a rilevare la qualità del sonno in maniera soddisfacente. Per contro, ha la tendenza a sovrastimare i passi.

Il Fitbit Inspire è il modello più economico di tutto l’ecosistema Fitbit. Notifica, è impermeabile, monitora il bene il sonno, un po’ meno i passi. Non è un dispositivo dedicato allo sportivo amatore, ma più a chi desidera un indossabile da tutti i giorni, semplice da usare e che una volta configurato non richieda altri interventi da parte dell’utente.

Per entrambi i modelli è da segnalare che l’autonomia è di soli tre giorni, e che per caricarli occorre un cavo proprietario, che non è il massimo.

Materiali e design

I prodotti sono composti dalla capsula centrale e dal braccialetto. La prima differenza tra le due varianti è che l’Inspire base è dotato di un braccialetto con chiusura a clip, mentre l’Inspire HR, che è più costoso, ha un braccialetto classico con una piccola cinghia. Entrambi possono essere cambiati agevolmente, sganciando il perno che si trova nella parte posteriore e sostituendoli con tutti quelli compatibili.

In commercio esistono decine di cinturini di ricambio, si possono intercambiare per adeguarli al look. Attenzione a un particolare: il display di ogni Inspire ha la stessa tonalità del cinturino con il quale viene venduto. Se acquistate un Inspire rosso, lo schermo avrà tonalità rosse e così via. Volendo c’è anche un accessorio che permette di agganciare l’Inspire HR a mo’ di pendente, per chi non lo vuole al polso.

Nella confezione ci sono un secondo cinturino di taglia L, i classici manuali d’uso, e il cavo proprietario per la ricarica. Sarebbe gradito un cavo standard, o in alternativa la ricarica wireless.

La scocca è realizzata interamente in plastica, con un pulsante nella parte laterale che permette di accendere o spegnere il display OLED monocromatico, oppure di ritornare alla schermata precedente. La visibilità è ottima, sia al buio che alla luce diretta del sole. Tramite l’app associata si può decidere di attivarlo a ogni rotazione del polso, una funzione sempre puntuale.

Funzioni Fitness

Sia l’Inspire HR che l’Inspire sono fitness tracker non dedicati agli sportivi, ma a chi vuole tenere traccia della propria attività e non ha particolari esigenze. Non stupisce quindi la mancanza del modulo GPS. In caso di necessità, si può comunque tracciare un percorso avviando l’attività dall’app. In questo caso il Fitbit Inspire HR e l’Inspire sfrutteranno il GPS dello smartphone.

Durante i test abbiamo fatto una corsa con uno smartwatch dotato di GPS ed entrambi gli Inspire non agganciati allo smartphone. Abbiamo notato uno scarto di circa 100 metri ogni chilometro di corsa. Un risultato inaccettabile per un professionista, ma ampiamente tollerabile da un amatore.

Il sensore cardiaco, presente solo nel modello HR, si comporta bene, ammesso che si stringa bene il braccialetto attorno al polso. La rilevazione dei battiti è abbastanza precisa durante tutto l’arco della giornata e nell’attività sportiva. Il conteggio risultante ha solo valore indicativo per avere un’idea di massima del proprio battito, non è uno strumento medico. Risulta comunque più affidabile di alternative come per esempio la MiBand 3 di Xiaomi.

Entrambi i nuovi modelli rilevano automaticamente diverse attività, tra cui la corsa e la bici. Tuttavia abbiamo notato durante i test che quando ci spostavamo in moto veniva rilevata un’attività in bici, segnando peraltro una quantità di passi inspiegabile. Dopo varie prove siamo giunti alla conclusione che, seppur i braccialetti riconoscano l’attività bici, ne tengano conto sotto forma di passi, che andranno dunque sottratti dal totale. In generale il contapassi, come già rilevato sul Charge 3, è fin troppo sensibile. Stimiamo che possa contare un numero di passi variabile dal 15 al 25% in più rispetto a quelli reali.

Una piccola differenza tra Inspire e Inspire HR è che con quest’ultimo si può far partire l’attività direttamente dal braccialetto, mentre con l’Inspire bisogna usare l’app dallo smartphone.

Monitoraggio del sonno

Sia il Fitbit Inspire che la versione HR forniscono un’analisi del sonno molto più dettagliata rispetto a concorrenti più costosi. Merito dell’algoritmo, che riesce a “capire” il momento in cui ci si addormenta, senza confonderlo con quelle situazioni in cui l’utente è sdraiato e fermo, ma magari sta solo leggendo un libro o guardando la TV. Quasi disarmante è poi la percezione dei risvegli notturni. Chi vi scrive si sveglia spesso durante la notte, altri dispositivi spesso non capiscono il momento in cui il sonno riprende, i Fitbit non deludono.

Autonomia

A seconda delle notifiche ricevute e dell’attività svolta sarà necessario ricaricare l’Inspire una volta ogni 3-4 giorni. Un’autonomia comunque buona, ma al di sotto della media di quanto offerto da altri dispositivi nella stessa fascia di prezzo. Basti pensare ai 15 giorni di autonomia di Xiaomi MiBand 3, ad esempio.

Funzioni smart

Entrambi i dispositivi possono inviare notifiche da qualsiasi applicazione. La vibrazione è piuttosto potente, al polso è facilmente percepibile. Entrambi gli Inspire sono poi impermeabili fino a 50 metri. Li abbiamo usati durante varie sessioni di allenamento e in doccia e non hanno mai presentato problemi.

È poi possibile avviare un timer, mentre le sveglie si possono impostare, in entrambi i dispositivi, solamente dall’applicazione sullo smartphone. Non si può parlare di dispositivi stand-alone, soprattutto nel caso dell’Inspire senza sensore del battito cardiaco. L’applicazione da usare è la classica di Fitbit, che sarà aggiornata verso metà 2019 con un importante restyling grafico e funzionale, per una migliore fruibilità.

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