“L’aborto è l’uccisione di un bambino in utero, e la legge 194 è stata applicata soltanto negli articoli che permettono la soppressione di una vita e non in quelli aiutano la maternità”. Nel giorno dell’avvio dei lavori del controverso 13/o Congresso mondiale delle famiglie a Verona Massimo Gandolfini, leader del Family day, interviene a a margine dell’evento e parla di aborto e 194. Un a manifestazione che per la ministra della Sanità Giulia Grillo “è fortemente ideologizzata, chiaramente di estrema destra”. A questo congresso, ha aggiunto, “ci sono alcune tipizzazioni abbastanza negative, perché si paragona, a detta di alcuni relatori, l’omosessualità al satanismo: questa è quella che mi fa un po’ più ridere, se mi permettete, perché è ai limiti del ridicolo ed è ovviamente priva di qualsiasi fondamento scientifico”. Nella città scaligera Piazza Bra è chiusa, ma con qualche eccezione per mezzi pubblici e residenti, e già nelle prossime ore sono previste manifestazioni e flash-mob contro il convegno. L’afflusso di relatori e pubblico alla sede dell’incontro è ordinato, e gli organizzatori parlano un migliaio di presenze. “In Italia, dal 1978 a oggi, sono stati uccisi sei milioni di bambini e ne sono stati salvati 200mila. Li ha salvati ad esempio il Movimento per la vita. Ecco lo Stato ha tradito se stesso”.

Gandolfini ribadisce poi che “da un’unione donna donna e uomo uomo, non nasce una vita, per cui non possono essere genitori. Siamo inoltre convintamente contrari alla maternità surrogata e all’utero in affitto, pratica incivile”. E sempre a margine del Congresso anche il senatore leghista Simone Pillon – firmatario del ddl sull’affido condiviso – interviene sulla 194. “C’è una legge nazionale che va applicata, e spero che venga applicata completamente, soprattutto nella prima parte. A me interessa – ha aggiunto – che venga applicata tutta la legge 194, che parla di tutela della donna e della gravidanza soprattutto nella prima parte. Credo che si debba applicare anche quella”. Per Pillon “ognuno nel privato fa quello che vuole e nessuno deve permettersi di giudicare qualsiasi tipo di relazione affettiva che una persona ritenga giusta per la sua vita. Però il bambino ha bisogno della mamma e del papà per crescere”. Spiega poi che “le questioni ideologiche o su un piano valoriale ci interessano, ma non in questa sede. Mi risulta che perché ci sia un figlio ci vuole un papà e una mamma, a meno che non sia cambiato qualcosa negli ultimi secondi. Ci sono delle situazioni particolari, per esempio bambini orfani, e per quello c’è la legge sulle adozioni che provvede. Ma noi partiamo da fatto che c’è bisogno di una mamma e di un papà. Oggi parleremo di questo”, ha concluso.

All’evento saranno presenti i ministri della Lega e Giulia Grillo precisa che si tratta di una loro scelta. “Sapete benissimo che queste due forze politiche, noi e la Lega, siamo diversi, molto, proprio sul punto di vista dei diritti”. La ministra della Sanità, oltre a parlare di convegno di estrema destra, sottolinea anche che “altre posizioni, che vengono viste come una esaltazione della donna, rappresentano tutto quello che tutti gli stereotipi per cui noi donne, le nostre madri, le nostre zie, nel passato hanno lottato”. Secondo il ministro, “è giusto affrontare con equilibrio alcuno temi difficili e importanti, come quello delle adozioni delle coppie omosessuali, ma non stigmatizzando, discriminando o assumendo atteggiamenti che possono essere fortemente retrogradi, ma semplicemente cercando di governare il fenomeno con delle leggi adeguate a un Paese come il nostro – ha concluso – civile, progressista e che ha fatto tante conquiste importanti a partire dalla legge sull’aborto, sul divorzio che non dovrebbero essere messe in discussione”.