“Se avesse disegnato da solo l’avversario ideale, neanche Salvini sarebbe stato così ottimista nel creare le fattezze, il passato e il presente di Luca Casarini“. Così, a Otto e Mezzo (La7), il giornalista de Il Fatto Quotidiano, Andrea Scanzi, si pronuncia sul caso della nave Mare Jonio della ong “Mediterranea Saving Humans” con 49 migranti a bordo, tutti sbarcati al molo del porto di Lampedusa, e in particolare sul capo missione Luca Casarini.

Scanzi fa una rapida rassegna del “disobbediente” che ha sfidato Salvini: “Casarini è un antagonista di professione. Aprì coi suoi compagni una taverna e, convinto di essere simpatico, la chiamò “Allo sbirro morto”. E’ stato il leader no global dei Disobbedienti e delle “Tute bianche” durante il G8. Si è candidato a sindaco di Padova e non l’ha votato nessuno. Si è candidato con la lista Tsipras e non l’ha votato nessuno” – continua – “E’ stato anche consulente di Livia Turco, allora ministro per la Solidarietà Sociale, nel primo governo Prodi. Una volta andò a esprimere solidarietà al movimento “Occupy Wall Street” e gli attivisti furono così contenti che lo accolsero con una torta in faccia. Tutto questo per dire quanto sia amato Casarini”.

E aggiunge: “Casarini da qualche anno si è trasferito in Sicilia, dove è segretario regionale di Sinistra Italiana, uno dei tanti partiti della sinistra radicale. Ha preso un rimorchiatore del 1971 e con intento nobile l’ha trasformato in una nave salva-persone. In questa circostanza specifica, ha intuito che poteva creare il caso: è andato a prendere questi poveri 49 disperati in acque libiche, nonostante la motovedetta libica fosse già pronta per farli salire”.
Scanzi sottolinea: “Quella motovedetta libica era lì per un regolamento che non certo ho voluto io, ma che è stato accettato prima da Minniti e poi da Salvini. Quindi, Casarini, già nel momento in cui ha preso i 49 disperati, sapeva scientemente e deliberatamente contro le regole e non vedeva l’ora di esserlo. Ha poi puntato le acque italiane, perché sapeva nuovamente di violare le regole”.

Il giornalista conclude: “Io ho profonda stima per chi salva le vite umane, ma da un punto di vista politico temo che questo sia l’ennesimo regalo della sinistra radicale alla propaganda di Salvini, perché Casarini e una certa sinistra radicale purtroppo, esattamente come Salvini, stanno facendo propaganda sui migranti

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