Il Pd è risalito nei sondaggi? Per me non sono veri, più volte i sondaggi poi si sono rivelati falsi. Spesso capita anche che si possano acquistare o che si faccia la domanda in modo che possa arrivare un certo risultato. La gente non è idiota: se cambia idea, lo fa sulla base di movimenti reali”. Sono le parole pronunciate ai microfoni de “L’Italia s’è desta”, su Radio Cusano Campus, da Dario Corallo, il giovane esponente dem che si candidò nella prima fase delle primarie Pd.

“Prendiamo comunque per buoni questi sondaggi” – continua – “Il fatto che il Pd stia risalendo non è positivo se non si è ragionato su cosa effettivamente è successo nella società italiana in questi anni. Mi sembra quasi che tutti stiano tirando un sospiro di sollievo. Non si può dire: ‘Non ci interessa cosa è successo, l’importante è che l’abbiamo scampata’. E’ la logica dell’ ‘io speriamo che me la cavo’. Le cose vanno studiate, analizzate, capite”.

Forte scetticismo di Corallo nei confronti del “nuovo corso” del neo-segretario del Pd: “Zingaretti ha colpito l’opinione pubblica? Veramente non se l’è filata di striscio l’assemblea del Pd. Il Paese reale ha altro da fare, soprattutto la domenica pomeriggio. Zingaretti ha aperto a Speranza e a coloro che sono usciti dal partito, cioè a un gruppo dirigente che ha fallito. Quando ho criticato questa dirigenza, non mi riferivo solo a quella del Pd, ma anche a quella che è uscita. Tutto ciò che è a sinistra del Pd è nato per contrarietà a questo partito e include gente che non aveva avuto il proprio posto in lista e per averlo ha dovuto fondare un proprio partito”.

E rincara: “Il problema è che a sinistra ci sono 9 partiti, dotati di basi che, tutto sommato, la pensano allo stesso modo ma ai quali viene detto di odiarsi tra di loro. Le nomine di Zingaretti? Io mi aspettavo esattamente così la direzione Pd. Erano i sostenitori di Zingaretti che s’aspettavano di trovarsi davanti a Lenin. Ricordo che i membri della direzione dovrebbero essere 120 a cui si aggiungono altri 20 nominati dal segretario” – prosegue – “Al momento, sono stati aggiunti “membri di diritto”, che sono circa 60 e sono tutti i soliti noti, come Lorenzo Guerini, il presidente del Copasir. Uno si chiede: ma perché dovrebbe essere un membro di diritto nella direzione Pd? Tanto valeva dire: mettiamoci dentro direttamente Guerini. In totale, alla fine, sono circa 205 i membri della direzione Pd, da 120 che dovrebbero essere”.

Corallo sottolinea: “Dei 205 membri della nuova direzione Pd più del 60% è composto da persone della vecchia dirigenza del partito. Possibile che nel Pd ci sia gente che sta sempre e comunque nella maggioranza? La verità è che questo congresso Pd è stato vinto da Dario Franceschini. Lui sta sempre in maggioranza, come, del resto, la Serracchiani che è stata in maggioranza con Bersani, con Renzi e oggi con Zingaretti. A livello locale e sul piano territoriale, si tratta di persone, per lo più sconosciute, che sono saltate da una parte all’altra in maniera assolutarmente indecente”.

Il giovane dem aggiunge: “Tutto questo avviene perché ciò che è importante è andare dietro al nuovo Messia, in questo caso Zingaretti. Io vorrei sapere qual è la linea politica del partito. Dalle elezioni del 4 marzo scorso, la domanda che viene fatta dai giornalisti ai dirigenti è: ‘Come fate a riprendervi i voti?’ Come se il problema fosse questo. L’idea che il partito debba rappresentare una parte della società è passata in secondo piano, così come la linea politica. Si discute di chi può salvare la sinistra e si procede di Messia in Messia. Di solito” – chiosa – “la dinamica è questa: Repubblica sceglie il nuovo Messia e tutti lo seguono. Nel momento in cui la lettura della società non la dà nessuno, la dà il principale quotidiano letto dagli elettori di centrosinistra. Soltanto che Repubblica dà una lettura tipicamente liberale, non proprio socialista”.

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