Finalmente l’ho preso in mano. Era da un po’ che mi tentava. Mi fissava, era come se mi dicesse: dai, almeno, provaci. A convincermi a buttarmi a capofitto nelle 1024 pagine è stato lui, Tommaso Mottola, che fa un mucchio di cose. Provo a elencarle: regista, produttore, sceneggiatore, architetto, assistente alla regia di Milos Forman, direttore artistico di Capalbio International Film Festival e “sperimentatore” di teatro sperimentale. Adesso firma la regia di un piccolo capolavoro, il docu/film Karenina & I, una rilettura in profondo della storia d’amore più famosa del mondo. Ma Anna è anche quella che ne ha ricevuto meno di tutti. Con voce narrante di Liam Neeson che se anche recitasse la lista della spesa ti farebbe venire la pelle d’oca. E musica vibrante di un’altra icona Philip Glass. Per un remake che sarebbe piaciuto anche a Tolstòj.

E poi c’è lei, Gorild Mauseth, attrice nordica pluripremiata, che dalla sua terra d’origine ci accompagna prima in battello, poi in treno fino a Vladivostok, l’estremo oriente della Russia, alla ricerca dei segreti che Tolstoj aveva nascosto nel personaggio. Anna K. è un’orfana come lo stesso Tolstoj. Non è una scusa ma, forse, una spiegazione. Lei non ha esempi di essere madre, di essere moglie. E nella sua disperata ricerca di amore, fa errori su errori. Ecco perché la amiamo e la odiamo. La vita di Gørild sembra già un copione: padre pescatore e madre insegnante, cresciuta in un piccolo fiordo nell’Artico che è stato il suo palcoscenico naturale. Promessa del calcio, un drammatico incidente la inchioda a letto per 4 anni. Poi la rinascita come attrice. “Quando sei paralizzato nel corpo e non puoi muoverti, vivi attraverso la tua voce”, ricorda. Un attore senza un autore non esiste. “C’è una intima relazione tra lo scrittore e l’attore. Spesso non ci incontriamo perché viviamo in secoli diversi. Ma c’è un contratto non scritto tra noi, che ci impegna a raccontare la storia nel modo migliore”.

Un attore senza un regista non esiste. E il suo oggi si chiama Tommaso Mottola che l’ha diretta nel film. Lui napoletano, lei norvegese, due mari opposti che si fondono in uno. Nel loro viaggio a tappe sulla Transiberiana che si calava nell’immenso ventre della Russia hanno portato con sé il figlio di 5 anni. Cosa si prova invece a lasciarsi alle spalle un figlio come ha fatto Anna K. ( Viviamo addormentati, ci svegliamo solo quando siamo innamorati) poi, divorata dai sensi di colpa, si getta sotto un treno.

Anche una star come Gorild ha faticato parecchio a trovare i finanziamenti  (e certo, non è mica un cinepanettone!) ma alla fine ce l’ha fatta. Karenina & I è il suo film: “Io ci sono dentro e l’ho prodotto”, e il colore blu artico del suo sguardo si illumina. Anche Liam Neeson è co-produttore. Karenina & I è il loro atto d’amore verso Anna K. E’ un inno alla vita. La frase preferita del film? “Non sai mai cosa la vita ti porta, aspetti qualcosa, ma poi qualcosa di completamente diverso ti arriva, e la tua vita può cambiare…” .
Mauseth che è anche sceneggiatrice è una delle fondatrici di Orto Polare, la società di produzione più al nord d’Europa.

E in Italia ha portato la sua creatura in tournée. Prima al Teatro Argentina di Roma, poi al Franco Parenti di Milano dove, neanche a Sanremo, ho visto una standing ovation così accorata. E il 18 marzo sbarcherà al Teatro Stabile Mercante di Napoli, biglietti già esauriti. Gorildha ha studiato e lavorato con il testo Tolstoj per più di 7 anni. Prima recitando in una produzione norvegese, poi in una versione russa al Teatro Gorky di Vladivostok. E se lei ha imparato il russo posso anche io cimentarmi nella lettura di Anna Karenina. O no?

P.S. 1)Tommaso Mottola è un amico d’infanzia. Pensavo mi toccasse scrivere per onorare la nostra amicizia. Invece no, il film è bello da morire. Lunga vita a Karenina & I…
P.S. 2) Sono appena tornata dalla conferenza di presentazione del Teatro Festival 2019. Starring il governatore Vincenzo De Luca: “In questo momento fare cultura in Italia è un atto sovversivo…Senza i soldi della Regione Campania, il Teatro San Carlo chiuderebbe domani” e  ribadisce Domani, aggiungendo: “I nostri finanziamenti sono comunque il triplo di quelli che la Regione Lombradia  da al teatro La Scala”. Applausi.

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