Gli aggiornamenti di Windows sono indispensabili per la sicurezza del PC, ma è capitato che procurassero dei gravi problemi di instabilità alla piattaforma. Presto non dovrebbe più accadere, perché Microsoft sta pensando a un modo per rimuovere automaticamente gli aggiornamenti mal riusciti di Windows 10.

Non serve andare troppo indietro nel tempo per dare l’idea dei guai che si possono incontrare con un aggiornamento non riuscito del sistema operativo. Basta pensare al caos che si verificò a fine 2018, quando un aggiornamento di Windows 10 cancellò i file personali di alcuni utenti. La distribuzione degli aggiornamenti fu bloccata, e fu necessario un aggiornamento “riparatore” per rimettere le cose a posto.  La vicenda insegnò a Microsoft ad essere più prudente, evidentemente ha portato anche allo sviluppo di un “piano B” per togliersi dai guai.

La novità appare in un documento sul sito di supporto di Microsoft, in cui l’azienda spiega alcuni dettagli della funzionalità a cui sta lavorando (non è ancora disponibile). Dopo che tutti gli altri tentativi di ripristino automatico saranno falliti, Windows cercherà di risolvere l’errore disinstallando gli aggiornamenti più recenti. Inoltre eviterà di scaricarli nuovamente per i successivi 30 giorni, “per garantire che il dispositivo possa essere avviato e continuare a funzionare come previsto”. Al termine di questa “finestra” temporale tenterà nuovamente l’installazione, contando sul fatto che nel frattempo il problema sia stato risolto dalla stessa Microsoft, o dai partner interessati. I problemi potrebbero riguardare la compatibilità di programmi, di driver delle periferiche o altro.

La procedura sarà trasparente, perché l’utente vedrà il messaggio “Abbiamo rimosso alcuni aggiornamenti installati di recente per ripristinare il tuo dispositivo da un errore di avvio”.

Questo non impedirà agli utenti esperti di intervenire manualmente per re-installare gli aggiornamenti o cercare di risolvere i problemi installando nuovi driver o nuove versioni delle applicazioni che creano il problema. Sempre che il sistema visualizzi messaggi di errore comprensibili.