Botta e risposta pepato a “Non è l’arena” (La7) tra Vladimir Luxuria e Vittorio Feltri, direttore di Libero. Il dibattito è incentrato sulle offese pronunciate da un professore di un liceo di Genova all’indirizzo di Luxura (“Trans pervertiti”).
Feltri non le condivide e aggiunge: “Luxuria fa quello che vuole. A me cosa volete che m’importi di quello che ha fatto e di quello che fa. Non ci vedo nulla di male in quello che ha fatto la signora o il signore Luxuria… poi questi sono dettagli ininfluenti“.
“Non è proprio un dettaglio” – ribatte Luxuria – “Se io la chiamo “signor Feltri” o “signora Feltri”, non è esattamente la stessa cosa“.
“Questo è evidente” – commenta il direttore di Libero – “Io non ho ancora ben capito se lei è un signore o una signora, ma lo dico senza offesa. Sono dalla sua parte. Poi a me non me ne frega niente se lei è maschio o femmina. Lei fa quello che vuole, io la rispetto profondamente. Poi, per il resto, non me ne frega niente. Ma cosa vuole che me ne freghi se un maschio diventa femmina o una femmina diventa maschio? Non ci trovo niente di strano. A me non me ne frega un cavolo. Ognuno fa quello che vuole nella vita. Me compreso, perché anche io posso essere politicamente scorretto e voglio che mi si consenta di esserlo senza rompermi le scatole, come invece mi sta succedendo da molti anni”.
E spiega: “L’ordine dei giornalisti, se dovesse incontrare per strada Devoto e Oli, li ucciderebbe, perché non si può parlare come si parlava una volta. E’ davvero assurdo. Non si può più dire “negri”, ma bisogna dire “neri”. Poi se trovi un negretto, lo devi chiamare “nerino”. Io parlo come parla la gente normale, che dice “froci” o “ricchioni” in riferimento ai gay. Se uno lo chiami “gay” o “ricchione”, poi non cambia le sue abitudini: rimane sempre uno che, quando fa la pipì, la fa seduto. Dove è il problema? Ma chi se ne frega dei termini”.
Luxuria replica: “I gay sono come tutti gli altri uomini e quindi, se vogliono fare la pipì in piedi, la fanno in piedi, magari evitando di sporcare. Se la vogliono fare seduti, la fanno, che siano etero o gay”.
“Sì, ma se la facciano anche addosso” – controbatte Feltri – “A me non me ne frega un cacchio”.

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