Sarà anche una croce runica, come spergiura l’interessata, anzichè una croce nazista, come sostengono le opposizioni del consiglio provinciale di Trento, tuttavia essersi tatuata quel segno perlomeno ambiguo su una caviglia è costato il posto a Marika Poletti. L’ex presidente trentina di Fratelli d’Italia, da qualche mese entrata a far parte di Civica Trentina, è stata messa con le spalle al muro e ha dato le dimissioni dall’incarico di responsabile dell’ufficio di gabinetto del neo assessore Mattia Gottardi. Quest’ultimo, nominato in giunta dal presidente Maurizio Fugatti per occuparsi di enti locali, si era affidato alla Poletti per rivestire un ruolo di vertice nel suo assessorato. “È un’amica di lunga data”, aveva spiegato. Ma la donna era diventata anche ‘scomoda’ scatenando un putiferio, soprattutto per iniziativa della Cgil e dei consiglieri di Futura e Pd.

La spiegazione di Poletti era stata: “Non è una svastica nazista, ma la conclusione del ciclo delle Rune del canto di Odino, per la precisione la diciottesima. Sono una cultrice della cultura popolare e quella è una simbologia millenaria”. A smentirla, perlomeno sulle simpatie politico-ideologiche, è comparso in rete un video che risale a qualche anno fa. La signora sta reinterpretando, assieme ad alcuni amici, la canzone “Il ragazzo della via Gluck”, ma in chiave nazista. Parole inequivocabili. “C’era un ragazzo della Wehrmacht si divertiva a giocare con me/ qual era il gioco non te lo dico, ogni mattina spariva un amico/ là dove c’era il Belgio ora c’è il Terzo Reich…”.

La posizione del neo capo di gabinetto era diventata insostenibile e così ha scritto di suo pugno le dimissioni. Ma su Facebook non ha rinunciato a lanciare anatemi contro tutto e tutti. Ad esempio: “Riconosco quello che state facendo. Lo riconosco perché so quello che è e l’ho visto fare molte volte. Lo fate perché non avete altro a cui appigliarvi, perché il vostro disegno politico è più vuoto delle piazze che sempre meno siete in grado di convocare”. Accuse alla sinistra: “La spinta vitale, programmatica e comunitaria del vostro cosiddetto impegno politico è così sterile da non poter trovare altra genesi se non nell’ottusa critica verso quelli non marchiati dal vostro stigma. Tanto aggressiva quanto vuota. Nichilista di un nichilismo fine a se stesso”. E ancora: “In Civica Trentina, a quella parte della mia comunità politica che lì ha deciso di combattere, le priorità sono molto chiare: governare la propria Terra è quanto di più bello e Sacro possa esservi. E tale compito trascende le situazioni individuali singolarmente prese”.

La Cgil, con il segretario Franco Ianeselli, si era schierata contro la giunta Fugazzi. “Marika Poletti ha una svastica tatuata, inneggia al Terzo Reich, una lunga storia di interventi omofobi e razzisti. L’assessore l’ha nominata – così ha spiegato – perché la conosce bene, da quindici anni. Appunto. Questo è il problema più grande. Lei si deve dimettere. La Giunta provinciale deve chiedere scusa ai trentini”. Una dura presa di posizione era venuta dai consiglieri provinciali di Futura 2018, Lucia Coppola e Paolo Ghezzi. “La scelta dell’assessore avalla indirettamente lo sdoganamento di un’ideologia feroce e disumana: la persona prescelta, infatti, compare in foto e video che inneggiano al nazismo”.

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