Il Galxay S10+ è uno degli smartphone di fascia alta presentati nelle ultime settimane che ha le carte in regola per diventare un punto di riferimento per il settore. Non ha uno schermo pieghevole e non supporta la connettività 5G (le due maggiori tendenze emerse al Mobile World Congress 2019 che ha chiuso i battenti la scorsa settimana). Ha comunque molte novità interessanti. Dopo averlo provato in modo approfondito possiamo concludere che l’ergonomia non è delle migliori e l’autonomia non fa gridare al miracolo, per il resto è un dispositivo completo che va preso in considerazione se si cerca un prodotto al top di gamma.

Il prezzo di 1.029 euro è alto, ma tecnicamente li vale, nonostante l’agguerrita concorrenza. A contendersi il mercato in questo momento ci sono per esempio Galaxy S9 della stessa Samsung, in virtù del deprezzamento subito, e il Mi 9 di Xiaomi, proposto a partire da 450 euro. Però si tratta di un confronto che ha poco senso. Da qualche giorno stiamo testando anche il Mi 9, e possiamo anticipare che se in termini di prestazioni siamo sul medesimo livello, lo smartphone di Samsung ha una marcia in più in tutti gli altri ambiti.

Il fatto che il Galxay S10+ non sia un pieghevole non significa che non abbia delle novità da presentare. Le due più rilevanti sono il design e il comparto fotografico. A proposito del primo, al posto del notch (la “tacca” nella parte superiore dello schermo) troviamo un vero e proprio foro praticato sul display. È una soluzione decisamente più discreta, che è meno fastidiosa quando si riproduce un video.

Samsung ha anche ridotto le cornici, e non è necessariamente una buona notizia. Considerata la curvatura del display, quello che ne risulta è un’ergonomia complessiva che non abbiamo apprezzato. Il motivo è che quando si cerca di usare questo smartphone con una sola mano si finisce (troppo) spesso per toccare lo schermo e attivare selezioni indesiderate. Gli interventi di design hanno portato con sé anche degli aspetti positivi, come la riduzione di peso e dimensioni (pesa 175 grammi ed è alto 157.6 mm) e la qualità costruttiva. Sia la parte anteriore che quella posteriore sono rivestite in vetro che cambia colore a seconda della luce riflessa. C’è anche la certificazione di impermeabilità IP68.

Il vero cavallo di battaglia di questo smartphone è il comparto fotografico. Il Galaxy S10+ conta su una tripla fotocamera posteriore, composta da sensori da 12 Megapixel (principale), 12 Megapixel (teleobiettivo), 16 Megapixel (grandangolare). Gli scatti risultano buoni in diurna quanto in notturna, grazie anche alla stabilizzazione ottica dell’immagine. Quando si fanno degli zoom entra in gioco il teleobiettivo che garantisce qualità fino al 2X, anche se soffre un po’ di più in notturna. In quest’ultima situazione il grandangolare patisce decisamente meno.

Il foro sullo schermo ha inevitabilmente attirato l’attenzione. Nasconde due sensori da 10 Megapixel e 8 Megapixel, che offrono la medesima versatilità della tripla fotocamera posteriore. Il sensore principale scatta selfie di buona qualità sia in notturna che in diurna. Quello secondario torna utile per allargare l’inquadratura, per esempio quando si fanno selfie di gruppo.

Quanto ai video, si possono registrare sequenze in 4K a 60 frame per secondo, che per qualità restano una spanna sopra Huawei. Risponde all’appello la modalità super slow-motion a 960 frame per secondo, con una risoluzione che si ferma ai 720p.

Anche se non è il protagonista della scena, lo schermo installato nel Galaxy S10+ è uno dei migliori sulla piazza. Ha una diagonale utile di 6,4 pollici, una risoluzione di 1.440 x 3.040 pixel e un rapporto di forma in 19:9. La tecnologia è Super AMOLED, migliore rispetto ai prodotti in dotazione sui Galaxy S9. Non abbiamo nulla da eccepire su luminosità, angoli di visuale, visibilità all’aperto e gamma cromatica. Peccato solo per la curvatura sui bordi che in alcuni casi distorce i contenuti, per esempio quando si debbono leggere dei testi.

Fra le novità dello schermo c’è il lettore d’impronte digitali integrato. L’idea è buona, ma non ci ha convinti perché non funziona sempre in maniera infallibile. Bisogna precisare che buona parte della prova è stata effettuata con un software non ancora definitivo, quindi non possiamo escludere che il funzionamento di questo sensore possa migliorare prima dell’arrivo sul mercato (previsto per l’8 marzo).

Le prestazioni sono affidate al processore Exynos 9820 abbinato a 8 Gigabyte di memoria RAM (ci sono varianti anche con 12 Gigabyte). Nelle prove non siamo riusciti a vedere il Galaxy S10+ tentennare. Il sistema è sempre stato fluido e scattante, anche durante le sessioni di gioco. Merito dell’ottimizzazione software che ha permesso di tirare fuori il meglio dalla piattaforma hardware. L’unico neo riguarda la dissipazione del calore, che dopo lunghissime sessioni di utilizzo non riesce a contenere l’aumento della temperatura sul pannello posteriore. Nulla di trascendentale, e potrebbe risolversi con il firmware definitivo.

Parzialmente deludente è invece l’autonomia. La batteria da 4.100 mAh ha consentito 21 ore di autonomia con un uso misto di LTE e Wi-Fi, due account mail, centinaia di notifiche dai social e app di messaggistica istantanea, oltre 2 ore di telefonate. È un buon risultato, ma era lecito attendersi qualcosa di più considerando la capacità della batteria. Compensano la ricarica rapida con caricabatterie incluso nella confezione e quella wireless.

Chiudiamo con una nota di merito per l’audio. Riproduce l’audio dei contenuti multimediali a volume molto elevato, e anche se mancano un po’ le tonalità basse, siamo comunque su un livello superiore alla media.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L'abbiamo deciso perchè siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un'informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Apple lenta a correggere una falla nella sicurezza dei Mac, Google lo spiffera a tutti

next
Articolo Successivo

Days Gone, un’anteprima del nuovo horror open-world in arrivo su PlayStation4 il 26 Aprile

next