Bagarre a Coffee Break (La7) sulle banche tra il deputato Pd, Luigi Marattin, e Lando Maria Sileoni, segretario generale del Fabi (Federazione Autonoma Bancari Italiani).
Marattin menziona quella che Giuliano Amato nel 1988 definì “la foresta pietrificata”, intendendo il sistema bancario italiano, che poi subì una trasformazione: “Venticinque anni fa, in questo Paese, le banche erano enti di diritto pubblico. Da lì in poi sono nati due grandi gruppi europei, Unicredit e Intesa, e in mezzo sono rimaste banche che, in realtà, hanno un po’ conservato quel virus dell’allocazione del credito, non per creare sviluppo, ma per soddisfacimento di criteri politici”.
Il parlamentare dem invoca, quindi, un cambiamento del sistema, ma viene interrotto da Sileoni che osserva: “Quelle piccole banche di cui parla, cioè quelle che hanno mantenuto il virus, negli ultimi 20 anni, nei loro cda avevano quasi tutta gente del Pd“.
Esplode la polemica: Marattin definisce “grave” l’affermazione del suo interlocutore, mentre il sottosegretario M5s all’Economia, Alessio Villarosa, gongola, mormorando: “I 5 Stelle non c’entrano di sicuro“.
Sileoni ribadisce: ” Il Pd è stato nel cda di tutte le piccole e medie banche. E questa è storia. Ma scherziamo? Le posso elencare almeno 40 banche”.
Marattin, rivolgendosi anche al conduttore Andrea Pancani, commenta: “Cioè noi stiamo dicendo che il Pd ha nominato dei propri rappresentanti nei cda di quelle banche? Se lo state dicendo, per carità, ne risponderete penalmente“.
“Penalmente?”, chiede sbigottito Sileoni.
“Certo” – risponde Marattin – “E’ un’affermazione falsa, questa è diffamazione. Se la vuole ripetere, sono ben contento di fargliela ripetere. Io non sono il segretario del Pd. Se io sento dire da un autorevole rappresentante che il Pd ha nominato propri esponenti…”
“Io non ho detto questo” – insorge Sileoni – “Ho detto che attraverso le fondazioni bancarie i rappresentanti della politica locale erano presenti nei cda”.
“E che c’entra il Pd?” – ribatte Marattin – “C’era la Lega“.
“C’erano tutti i partiti” – controbatte Sileone – “e anche quelli del Pd. Quindi, come fa a parlare di rinnovamento nelle banche?“.

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