Il ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli ribadisce “profondamente, come M5s, il no alla Tav senza alcun pregiudizio” . Lo ha detto visitando il cantiere per la ricostruzione del Ponte di Annone Brianza crollato il 26 ottobre 2011. “Il Tav può anche servire – aggiunge – e sono felice se dopo il 2070 serve, ma io sono il ministro delle Infrastrutture e mi sento responsabile se domani crolla un altro ponte e muore qualcuno, anche se giuridicamente non lo sono, perché avrei potuto impiegare le risorse del Tav per fare manutenzione a quella infrastruttura”.

“Ormai – prosegue Toninelli – mi sono profondamente stancato di parlare della Tav”. Ad Annone, dove è crollato il ponte sulla Ss36, “due anni fa c’è stato un morto e do molta più importanza al dolore di una famiglia che a fare un buco in una montagna che impegna la maggior parte delle risorse dei cittadini italiani”. “Voglio impegnare le risorse del Tav – ha proseguito – per fare molto meglio di una galleria che sarà pronta tra 15 anni e che forse darà benefici solo dopo il 2070”. Toninelli ha poi sottolineato che “della galleria di base l’Italia paga il 60% perché la tratta esterna francese è molto più ampia di quella italiana e non è finanziata fino al 2038”. Quindi, a suo dire, “stiamo pagando per la Francia una galleria di 57 km, di cui 45 km in territorio francese e 12 in quello italiano e la stiamo pagando quasi tutta noi, perché loro devono fare un investimento enorme fuori e non lo stanno facendo”. “Penso che i politici che ci hanno preceduto – ha concluso – si dovrebbero vergognare di avere impegnato soldi che magari potevano essere messi per la manutenzione di infrastrutture come il ponte di Annone e non farli crollare in testa a una persona”.

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