“Il M5s oggi è politica, come lo è il Pd, ormai è un partito tradizionale a tutti gli effetti. La piattaforma Rousseau non solo è opaca, ma ieri è stato dimostrato ancora una volta come non sia assolutamente garante di terzietà“. Sono le parole pronunciate ai microfoni de “L’Italia s’è desta”, su Radio Cusano Campus, dal deputato Pd Francesco Boccia, il quale ricorda di essere stato sempre aperto al dialogo coi 5 Stelle.
E aggiunge: “Recentemente ho anche presentato il libro di uno dei primi attivisti del M5s. Io distinguo il movimento e la rete, nata grazie alla grande intuizione di Casaleggio padre e di Beppe Grillo, da quello invece che oggi il movimento è diventato. Le parole di Di Maio sono quelle di uno che sta diventando un mestierante della politica, cioè di uno che sposta tutto su una serie di totem e non risponde alle domande oggettive dei giornalisti. Di Maio, insomma, ricorda più Casini che i gilet gialli“.

Boccia spiega: “La piattaforma Rousseau, intanto, gira su una tecnologia che, per ammissione stessa di chi l’ha costruita, doveva finire la propria vita ed esaurirsi alla fine del 2013. Siamo nel 2019 e quel cms è un ferro vecchio. Certo, quella piattaforma sembra ancora una macchina ultramoderna, perché gli altri non hanno nemmeno i carretti o usano un carro con l’asinello. E i 5 Stelle hanno questa macchinetta che cammina e che, al confronto di altri, pare una Ferrari. Tuttavia, qui stiamo parlando di legami con le istituzioni e con la democrazia e io” – continua – “non credo che ieri abbiano votato in 50mila. E non penso neppure che i risultati siano stati quelli lì. Confesso di non credere a chi gestisce la piattaforma Rousseau, che è un’altra cosa rispetto al movimento, agli elettori del M5s e agli attivisti sui territori, perché quello è un gruppo di potere. Sui territori, invece, c’è gente che ci crede”.

Il parlamentare dem ribadisce l’opacità della piattaforma Rousseau: “Se fossero in buona fede, dovrebbero rendere visibili a tutti il codice sorgente e gli algoritmi collegati, oppure fare un audit e nominare un garante terzo della votazione. Perché non lo fanno? Quello che è successo ieri sulla piattaforma è simile a una storia di questo tipo: hanno cambiato nella forma il quesito precedentemente comunicato, il che è stato contestato dallo stesso Grillo. In più, il sito non era accessibile nell’orario comunicato inizialmente. E’ come se si andasse al seggio per votare e ti venisse detto di tornare dopo tre ore. La procedura di voto ha funzionato a intermittenza. E’ come andare al seggio e sentirsi dire che tu voti ora, tua moglie tra mezz’ora, tuo suocero dopo tre ore”.
E sottolinea: “La procedura e le modalità di spoglio dei voti, poi, sono segrete e sono gestite da un’azienda privata. E’ come se in un seggio, per lo spoglio, vi dicessero: ‘Ora uscite tutti, ce la vediamo noi’. Se accadesse questo in un seggio, voi vi ribellereste. Questa piattaforma, poi, è smontabile e rimontabile da un qualsiasi sviluppatore web al primo anno di università, non certo da un hacker. E seleziona parlamentari e ministri della Repubblica. La cosa un po’ preoccupa. Chi la gestisce fa anche attività di lobby. Allora, ragazzi miei, spiegatemi qual è la differenza con il conflitto di interessi di Berlusconi“.

Boccia chiosa: “Mi appello agli elettori del M5s: voglio confrontarmi con voi, ma la guida non può essere questa. Gianroberto Casaleggio era un’altra cosa, così come lo stesso Grillo, che ha tutto il mio rispetto, perché è un signore che non solo si è candidato ma non ha neppure candidato nessun conoscente o parente, pur avendo fondato il movimento. Penso che Casaleggio padre e Grillo avessero in mente un’altra idea di attività politica. Questa roba che è oggi il M5s mi preoccupa, soprattutto in una Italia che vira a destra. Prima si ribelleranno i 5 Stelle a questa deriva guidata da Di Maio, prima volteranno davvero pagina”.

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