Sui toni duri usati dai vicepremier è Conte a decidere “come e quando intervenire. È certo che negli ultimi anni tante decisioni importanti del governo hanno una dimensione politica estera”. Da sottolineare che per ricucire, ora è “il momento della diplomazia con la D maiuscola, fatta di colloqui informali, mediazioni silenziose. Infine immagino che servirà una parola al al più alto livello: un colloquio tra Giuseppe Conte ed Emmanuel Macron“. Il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi, intervistato da Repubblica, parla della tensione tra Francia e Italia esplosa con l’incontro tra Luigi Di Maio e alcuni rappresentanti dei gilet gialli e culminata con la decisione di Parigi di richiamare l’ambasciatore francese dall’Italia. Per Moavero nei rapporti tra i due paesi, “garantiti da norme e trattati europei, dall’alleanza atlantica e da relazioni commerciali solide, dalla prossimità geografica e dall’amicizia tra i due popoli, ci possono essere interessi e punti di vista diversi, ma bisogna intensificare i contatti istituzionali e gestire i confronti politici per superare una misura come il richiamo dell’ambasciatore“. Ha ricordato, come ha fatto nei giorni scorsi anche il premier Conte, che Di Maio ha incontrato i gilet gialli “in quanto leader politico. La circostanza che sia anche membro del governo ha verosimilmente creato il cortocircuito. Ma è proprio il punto dell’attuale fase”.

Moavero spiega poi che “la fase elettorale europea in corso mostra, per la prima volta, contraddittori diretti tra esponenti politici dei due Paesi. Noi siamo abituati a toni così aspri nell’arena politica nazionale, molto meno tra politici di Paesi diversi. Se tutto questo resta nell’ambito di una dialettica politica, è una questione di toni che si possono sempre misurare. Ma quando i leader politici hanno anche responsabilità di governo, allora si crea il cortocircuito tra governi. Da quanto hanno dichiarato, i politici italiani hanno vissuto gli incontri nell’ottica di un’alleanza elettorale. Dalle dichiarazioni del ministro dell’Interno francese, invece, si capisce che per loro quella dei gilet gialli è una questione di sicurezza nazionale“. Ricordando poi che spetta al premier decidere di intervenire su Di Maio o Salvini, sottolinea che “ogni membro del governo nel suo quotidiano” deve preoccuparsi delle decisioni del governo, che hanno ripercussioni sulla politica estera. “A maggior ragione – conclude – è importante mantenere una linea unitaria, per questo ci sono le riunioni di vertice e i consigli dei ministri, dove la sintesi spetta al premier“.