Al Sisi mi ha mentito“. Roberto Fico torna a prendere posizione sulla scarsa collaborazione garantita dalle autorità egiziane all’Italia nella ricerca dei responsabili della morte di Giulio Regeni. “Noi sappiamo che le responsabilità risiedono all’interno degli apparati dell’Egitto – ha detto il presidente della Camera in un’intervista a La Repubblica – Lo dissi ad Al Sisi nel settembre dello scorso anno. Rimanemmo a parlare per trenta, quaranta minuti. Mi ascoltava, dando la sensazione che la morte di Giulio fosse anche per lui una spina nel fianco. Mi congedò con una promessa: ‘Rimuoverò ogni ostacolo’. Siamo al gennaio 2019, non è accaduto nulla. Quindi quelle di Al Sisi sono state parole false. Non avevo altra scelta che sospendere immediatamente le relazioni diplomatiche del ramo del Parlamento che presiedo con l’Egitto”.

“La procura del Cairo non ha dato corso ad alcun atto che preluda anche solo all’avvio di un processo ai responsabili del sequestro, tortura e omicidio di Giulio. Questo la dice lunga su ciò che Al Sisi intende fare”, osserva Fico. E replica soprattutto al ministro dell’Interno Matteo Salvini, che il 23 gennaio proprio a una domanda de ilfatto.it (visibile più sotto) ha risposto di “non sentirsi preso in giro” dal presidente egiziano e di essere “fiducioso“. “Le due magistrature sono in stallo e la cooperazione non c’è più – dice Fico – Dunque non c’è proprio nulla di cui fidarsi“. Anzi, il presidente della Camera ricorda che “quando Giulio morì, Salvini ebbe parole molto dure e forti. Spero che a quelle parole pronunciate prima di essere al Governo seguano ora coerentemente fatti forti e importanti“, auspica Fico, secondo cui “Al Sisi è il solo che può dare mandato a risolvere una volte per tutte le questione, quindi bisogna trovare argomenti che lo convincano che la verità è più conveniente della menzogna”. 

Il presidente della Camera evidenzia poi “tre cose importanti. Il ministro degli Esteri Moavero ha convocato l’ambasciatore egiziano in Italia con un atto che, nei protocolli della diplomazia, ha un solo significato: la riapertura di una crisi. È successo anche che Luigi di Maio abbia preso pubblicamente posizione dicendo che vengono prima i diritti e poi gli interessi economici. Ed è successo anche che il Parlamento europeo abbia approvato una risoluzione che sollecita l’Egitto non solo a impegnarsi per la verità, ma a offrire garanzie che tutelino i consulenti legali e l’avvocato della famiglia Regeni”. Inoltre, aggiunge, “ho scritto ai presidenti di tutti i Parlamenti dell’Unione per sollecitarli a uno sforzo comune, perché Giulio era un cittadino europeo. Abbiamo riportato Regeni nell’agenda politica nazionale e internazionale. Ora dobbiamo soltanto insistere”.

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