“Da disabile, e non da politico, dico che la ragione per cui avevo deciso di far parte del M5s e tutte le aspettative che nutrivo sono state tutte disattese. Non ci trattano come disabili, ci trattano come poveri”. Sono le parole pronunciate ai microfoni de “L’Italia s’è desta”, su Radio Cusano Campus, da Matteo Dall’Osso, ex M5s e ora deputato di Forza Italia.

Il parlamentare spiega e denuncia che l’indennizzo per i disabili previsto nel reddito di cittadinanza viene fatto rientrare nell’Isee: “Il reddito di cittadinanza è una misura realizzata al fine di coinvolgere le persone nella società. Dicono: “280 euro, che è l’indennizzo massimo, li diamo ai disabili al 100%, però li facciamo rientrare come Isee”. Io avevo chiesto di alzare questa quota da 280 a 500 ma mi è stato bocciato. Ecco perché sono uscito dal movimento, visto che il M5s era nato col principio secondo cui nessuno deve rimanere indietro. Il reddito di cittadinanza, inoltre, non viene dato alla singola persona, ma al nucleo familiare e quei 280 euro vanno a pesare sull’Isee. Quindi” – continua – “se il disabile si trova in un nucleo familiare in cui ci sono persone che lavorano e prendono 7500mila euro l’anno, fai sì che quel nucleo familiare non abbia più diritto al reddito di cittadinanza. Facendolo entrare nell’Isee, viene a crollare il principio che lo Stato non dà contributi perché la persona è disabile, ma perché la persona è povera. Come è possibile pensare che una persona disabile possa essere equiparata a una persona normodotata?”.

E menziona, imitandolo, l’ex parlamentare M5s Alessandro Di Battista: “Lui, nella passata legislatura, citava Don Milani, affermando che ‘Non c’è giustizia più ingiusta quanto far parti uguali fra disuguali’. Ho citato lui perché è una persona saccente: più una persona conosce, più sa di non conoscere, invece più non conosce e più non sa di non conoscere. Chi mente una volta, mentirà ancora. Ed è per questo motivo che ho lasciato il M5s. Ma com’è possibile? Io alle 2 notte lottavo contro coloro che poi hanno sostenuto il mio emendamento”.
Poi aggiunge: “Ora col reddito di cittadinanza le aziende percepiranno una quota se assumeranno persone che godono di quel reddito. Immaginate quanto un’azienda, se prima non le interessava per niente assumere un disabile, quanto possa importarle assumerlo ora”.

Riguardo ai rapporti coi colleghi del M5s, Dall’Osso rivela: “Adesso c’è un attimo di redenzione da parte di persone che vivono la disabilità e che hanno capito l’inganno. Chi non la vive, invece, continua a insultarmi e minacciarmi. Sono riusciti a spaccare persone disabili e persone non disabili. Quando sono andato via, venivo trattato dai parlamentari M5S un po’ come un appestato. Loro, non essendo disabili, non sentono questo problema. Ora” – prosegue – “qualcuno mi viene a parlare e facciamo due chiacchiere, ma la maggior parte mi tratta ancora come se io fossi il male assoluto. E’ una cosa incredibile. Io sono passato in Forza Italia perché loro definiscono questo partito il male assoluto, ma per me il male assoluto è quello che hanno fatto a dicembre con il mio emendamento. Non potevo crederci. Poi ovviamente ho avuto tutti contro”.

E chiosa: “In Forza Italia mi trovo bene, con la Carfagna, la Gelmini, e poi è il gruppo parlamentare con più disabili in assoluto. Una volta mi hanno chiesto: ‘Quali disabili ci sono in Forza Italia?’. Io ho risposto: ‘La Versace’. E sono stato attaccato perché pensavano fosse la Versace stilista e invece è una campionessa paraolimpionica. La penale da pagare al movimento? Ma no, a parte che è incostituzionale, la usano solo come deterrente. Mi hanno mandato una mail che non ha nessun valore legale”.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Referendum, il deputato di Forza Italia cita Lenin e accusa il M5s: “Voi come i comunisti”

prev
Articolo Successivo

Caso Diciotti, i leghisti rassicurano: “Voto del M5s su Salvini? Vedrete, non ci sarà alcuna crisi”. L’imbarazzo di Fraccaro

next