Se la vostra connessione a Internet è troppo lenta, e vi state chiedendo se la 5G di cui tanto si parla potrebbe davvero essere una svolta, questa notizia fa al caso vostro. Durante il nostro viaggio nel centro di ricerca e sviluppo di Huawei abbiamo assistito all’annuncio del modem Balong 5000, il nuovo prodotto 5G dell’azienda cinese.

Non è un dispositivo esterno come quelli che abbiamo a casa connessi alla rete cablata, ma un vero e proprio chip che verrà integrato, per esempio, negli smartphone. Si propone come concorrente dello Snapdragon X50 di Qualcomm e promette di far scaricare dati dalla rete (download) a una velocità di picco 4.6 Gbps (gigabit per secondo). In upload, ossia quando si devono caricare dati online (per esempio inviare gli allegati delle mail) la velocità massima supportata dichiarata è di 2.5 Gbps. Ovviamente si tratta di massimi teorici, perché poi le prestazioni finali saranno condizionate da più variabili.

L’altro dato tecnico che Huawei ha sottolineato è che sfrutterà com’era previsto i segnali mmWave, le onde ad alta frequenza che consentiranno alla 5G di fornire appunto le altissime prestazioni che ne contraddistinguono lo standard.

Da ricordare che lo Snapdragon per ora è accreditato di 2.3 Gbps in download e a 1.25 Gbps in upload. Praticamente la metà del chip Huawei. Vale la pena precisare che tutti quelli riportati sono i valori “di picco”, ossia quelli massimi possibili, ottenibili in condizioni ideali. Che nell’uso quotidiano si arrivi a tanto è tutto da vedere.

In caso ci si trovasse in un’area senza copertura 5G, il modem scalerebbe automaticamente alle reti 2G, 3G, 4G con cui è compatibile. Altra informazione interessante è che il chip non creerà problemi ingegneristici legati all’integrazione nei dispositivi mobili; in altre parole non sarà più ingombrante dei prodotti attuali. Il tutto dovrebbe essere racchiuso in un chip che l’azienda promette essere efficiente dal punto di vista energetico, ossia che non dovrebbe prosciugare la batteria dello smartphone.

Detto questo, oltre che sugli smartphone il nuovo chip dovrebbe essere integrato su ecosistema di prodotti ben più ampio, da cui non è escluso il protocollo V2X, che abilita lo scambio dati nel settore delle auto a guida autonoma. In pratica, potrà essere potenzialmente montato in smartphone, tablet, portatili, veicoli, etc.

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