di Gimbo

Poco tempo fa il senatore M5s Matteo Mantero ha presentato un disegno di legge che prevede la coltivazione e la vendita della cannabis per uso personale e ricreativo.

Prima di dibattere voglio fare alcune premesse. L’obiettivo non deve essere la mia titolarità a polemizzare, ma la stimolazione dell’ormai morente ventricolo sinistro del cuore.

Premessa 1: la droga
Non sono fumatore di marijuana, non possiedo azioni dei big della cannabis e ho una concezione della pianta pari a quella che hanno gran parte dei miei coetanei, sicuramente meno radicale degli amici più giovani, ma abbastanza moderna da sapere che questa non è né il demonio (mi dicono cresca ancora a fianco del Tempio di Salomone) né innocua. Ho avuto le mie innominabili esperienze e mi sono fatto un’idea di ciò che pensa la gente a riguardo, da destra a sinistra.

Premessa 2: il voto
Non sono un affezionato alla politica, tantomeno a qualche specifico schieramento. Odio tutti i parrucconi e gli ipocriti. Odio i salotti perbenisti ma anche i fricchettoni di mestiere. Ho votato tutto e niente. Sono sempre incazzato. A favore del meteorite. Quando ho letto la notizia in epigrafe, sono stato colto dalle immagini di Nanni Moretti in Aprile: nella scena in cui sta incalzando un leader del Pds a dire qualcosa di sinistra e nella scena in cui si fuma disperato il suo bel joint metrico. I più vecchi di me, molti, se la ricorderanno meglio.

Premessa 3: il cinema
Non sono un fan di Moretti. Sono un po’ troppo giovane per conoscerlo artisticamente. Lo stimo indirettamente, ma mi annoia. Mi spiace.

Torniamo alla notizia. Questi giorni politici sono caratterizzati (tra le altre cose) dall’inesistenza dell’opposizione di sinistra, oggettivamente limitatasi a far guerre intestine, smarrita tra correnti da cui emerge il solito volto tronfio e rancoroso di Renzi, il quale aumenta disperatamente il numero di dirette Facebook dimostrando di non essere minimamente sulla giusta strada.

Voglio allora suggerire a tutta la sinistra, manco fossi Marx, una geniale riflessione che risolverebbe molte questioni e farebbe emergere la vera anima dei nostri compagni. La dico. È grossa. Signori: mettete la faccia e la firma sulla proposta di legge Mantero!

Sinistra renziana
In soldoni, si tratta della sinistra meno di sinistra della storia. Liberismo e progressismo la spingono quasi a destra, velocità e modernismo oltre le questioni sociali. Ora, il senatore di Rignano, grande estimatore del figo di turno, dalla voce di Obama ai calzini di Trudeau, dai Clinton al premier iberico, non può non osservare che nel mondo è in corso un’evoluzione che comprende anche il tema delle droghe leggere. California ma non solo, Canada, Spagna e altri Paesi si stanno convincendo, sono maturi per farlo, che legalizzare sarà un passaggio inevitabile per la società. E allora non buttarsi? Perché non anticipare i tempi una volta tanto e dimostrare che siamo avanti in qualcosa? Cosa pensano dei propri figli i parlamentari de sinistra?

Sinistra radicale
Qua dovrei avere una prateria: quale tema più caro alla sinistra radicale può essere il miglior rilancio di un concetto di sinistra assistenzialista e sociale? Hanno in mano un argomento che spazia dai centri sociali alla sanità, quanti voti può recuperare? Ci pensino. Per info suonino a Potere al Popolo.

Populismo
In questo marasma di definizioni, la legalizzazione della cannabis dimostrerebbe alla sinistra tutta che essa è: populista, in quanto va incontro alle irreversibili abitudini umane, più o meno accettate, ma inesorabilmente di tendenza; antilobbista, in quanto evidenzia la volontà di combattere malavita, nocività delle sostanze (dunque bene la salute), e aziende interessate a mantenere lo status quo. Il tutto sventolabile su Facebook e sul caos virtuale.

Sinistroidi tutti, fatevi una bella fumata, mettete un album (di vostro figlio?) del buon vecchio Bob Marley e chiedetevi perché siete de sinistra. Domattina potrete chiamare il senatore Mantero.

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