L’iniziativa di alcuni sindaci contro il decreto Sicurezza? Non mi convince. Nessuno di noi può giudicare la costituzionalità di una legge. Questo giudizio lo emette la Corte Costituzionale. Le leggi, come tali, vanno rispettate. Ma nel merito i Comuni hanno pienamente ragione“. Sono le parole del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, nel suo consueto appuntamento settimanale su Lira Tv.
E spiega: “La legge voluta da Salvini prevede che, alla scadenza del permesso di soggiorno, si può non rinnovarlo a chi si ritiene che non abbia diritto. Così, a cominciare da gennaio, tu rischi di avere decine di migliaia di persone che non vengono più ammesse nei centri di accoglienza e non hanno più il permesso di soggiorno. Quindi, rischiamo di avere decine di migliaia di persone nelle strade. Il risultato paradossale è che anziché aumentare, diminuisce la sicurezza“.

Ma puntualizza: “Se si ritiene che questa legge possa essere criminogena, come dice in modo fondato il sindaco di Palermo, bisognava preoccuparsi non a inizio gennaio, ma a inizio dicembre. Altro elemento per cui sono molto perplesso e non convinto è la propensione della sinistra italiana a farsi male con le sue mani. Dal punto di vista dell’opinione pubblica si sta determinando uno scontro ideologico tra chi vuole aprire l’Italia a chiunque voglia venire e chi dice ‘basta’ agli ingressi in Italia. Ancora una volta la sinistra italiana si pone su un piano di unilateralità, e cioè sul piano di chi vuole accogliere tutti in maniera indiscriminata” – continua – “e appare del tutto inconsapevole del fatto che anche i flussi migratori hanno determinato problemi di sicurezza veri, non inventati. La mafia nigeriana che abbiamo a Castel Volturno è un problema vero e drammatico, così come i fenomeni di accattonaggio molesto. Ma la sinistra continua a mostrarsi incapace di capire che il problema sicurezza ha sempre due facce. Ho la sensazione che ci sia il permanere di posizioni ideologiche a sinistra e di posizioni francamente strumentali di Salvini“.

De Luca rivolge un monito al ministro dell’Interno e all’Anci: “Il confronto sarebbe indispensabile, abbassando i toni. Spero che ci sia questo confronto, anche sulla scia dell’appello di Mattarella. Se non sei in grado di accompagnare nei Paesi di origine i migranti, a cui non rinnovi il permesso di soggiorno, è evidente che hai aggravato il problema della sicurezza, non lo hai risolto. Siamo in grado di mandare 800mila nei Paesi di origine? Questo significa governare, risolvendo i problemi e non facendo i tweet“.

Il politico del Pd poi osserva: “L’Anci avrebbe dovuto fare una battaglia di enorme valore, ma non ne ha avuto il coraggio: quella per cancellare le previsioni della Legge Severino relative all’abuso in atto d’ufficio. Una legge che io considero, per questa parte, vergognosa, perché viola il principio di uguaglianza tra i cittadini. Se un amministratore locale fa un abuso d’ufficio, si rovina. Se lo fa il ministro del Lavoro, non succede niente, perché quella legge vale per gli amministratori locali ma non per i ministri, i parlamentari, i sottosegretari, i viceministri. Una vergogna. E tuttavia quelli che saltavano in piazza al grido ‘onestà’ non si sono accorti che c’era l’unica legge davvero a favore della casta che è la Legge Severino”.

E attacca Beppe Grillo, reo di aver offeso Mattarella: “Mi auguro di non assistere mai più a quegli elementi di volgarità che i 5 Stelle hanno diffuso nel nostro Paese per 10 anni. Vedere l’immagine del presidente della Repubblica, che rappresenta l’Italia, offesa da un ciarlatano mascherato a torso nudo è una cosa che mi indigna. Spero che la facciano finita con le buffonate. Chi deve fare l’istrione e il comico faccia l’istrione e il comico. Chi deve governare l’Italia deve convincersi che è un mestiere complicato. Spero che questa sia l’ultima sceneggiata” – chiosa – “E mi auguro che tutti gli esponenti politici si stiano zitti, quando il presidente del Consiglio fa la sua conferenza stampa e il presidente della Repubblica manda il suo messaggio. Non c’è bisogno né dei comici, né delle sceneggiate sulle piste da sci insieme a quello che ha finito le ferie in Guatemala e si prepara a farsi un altro anno di ferie, non si sa a spese di chi e non si sa dove (Alessandro Di Battista, ndr)”.