Ormai è abbastanza chiaro che quando c’è da fare della satira oppure (come in questo caso) dileggiare qualcuno, i francesi ci vadano giù pesante, senz’altro più di noi. Il che qualche volta è un bene, dato l’imbarbarimento politico del nostro Paese. Ma poi basta con questo mito della Francia come modello d’eleganza. A parte i fasti di testate storiche come Le Canard Enchainé, la media della satira e del dileggio pubblico è piuttosto bassina se lo standard è dettato da quel foglietto demenziale di Charlie Hebdo, rispetto al quale perfino il nostro Vernacoliere è un modello irraggiungibile.

Bene: sabato 29 dicembre il settimanale di Le Monde se ne è uscito con uno sberleffo a Macron che va oltre qualsiasi tabù: il capo del governo francese è stato paragonato a Hitler utilizzando, per dirla alla Queneau, un’imitazione di stile: elementi costruttivisti, soggetto in bianco e nero con folle osannanti in trasparenza che ne sostengono il busto, colori bianco e rosso sullo sfondo e perfino carta lievemente ingiallita come se l’immagine fosse stata veramente riesumata da un giornale degli anni 30.

Contrariamente a quanto ha scritto il Corriere, il carattere della M della testata non fa parte degli elementi che hanno scatenato la reazione: è sempre stata così, anche se lo stile gotico del font non aiuta certo…

Luc Bronner, direttore della redazione di M, ha prontamente cercato di parare le reazioni con scuse esilaranti, adducendo il fatto che la grafica costruttivista è giusto tornata di moda in questo periodo (seee, vabbè, a Roma si dice “Mettice ‘na pezza”), ma soprattutto che: «Ci scusiamo con coloro che sono rimasti scioccati dalle intenzioni grafiche che ovviamente non corrispondono ai rimproveri che ci sono stati indirizzati». Come sarebbe a dire “intenzioni grafiche”? Qui si minimizza goffamente il ruolo della grafica che sulla copertina di un periodico ad alta tiratura è l’elemento predominante, riducendolo a semplice “intenzione” quando l’idea grafica, una volta stampata, non è più intenzione ma affermazione netta!

Lascio ad altri la valutazione politica e le considerazioni sul fatto che Macron “se la sia cercata”. So che fra di voi si annidano parecchi estimatori di Macron e non spenderò una sola parola in merito. Ma spero di sbagliarmi. L’unica considerazione che è necessario fare invece è che non solo la Francia ma l’Europa tutta sta adottando un nuovo modo di intendere i rapporti politici, apolitico, basato sulla pancia, sulla critica superficiale che non entra mai nel merito, ma si fonda solo sul dileggio (ricordate come è caduto Prodi? È bastato ripetere che ha una “faccia da Mortadella”). Se questa tendenza diventerà dominante, sarà veramente la morte della politica. Beh, buon anno a tutti.