Esistono i grandi uomini e poi esistono i grandi campioni. Succede di rado che un grande uomo sia anche un grande campione. In questo speciale albo d’oro, in cui talento naturale e senso civile si coniugano e si completano, c’è il nome di Kalidou Koulibaly, insuperabile sia a calciare il pallone che a spingere il pensiero oltre la cortina fumogena del tifo. Koulibaly è di pelle nera, è senegalese e gioca nel Napoli. Tre condizioni perfette perché venisse omaggiato dei buu razzisti dei tifosi che occupano gli spalti. E’ successo ieri a Milano, nella gara che ha visto l’Inter superare il Napoli, e succede sempre. I tifosi razzisti sono naturalmente razzisti anche nelle altre ore del giorno, durante tutti i giorni della settimana, e sono più numerosi di quel che pensiamo. Solo che allo stadio hanno la possibilità di illustrare con i loro cori animaleschi la loro cifra civile. Ieri ne hanno data la consueta ampia prova. Il campione sportivo ha risposto loro da campione civile: “Fiero del colore della mia pelle. Orgoglioso di essere francese, senegalese, napoletano: uomo”.
Abbiamo bisogno di Koulibaly anche in Parlamento!

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