Sempre più spazio all’intrattenimento: è questo uno dei trend per il settore commerciale emerso nell’ultima edizione del Mapic, l’evento internazionale nell’ambito del retail immobiliare che ogni anno vede la partecipazione di migliaia di addetti ai lavori. Come spiega un recente articolo di Immobiliare.it, infatti, gli outlet e i centri commerciali del futuro punteranno sempre di più sull’entertainment, ovvero sulla partecipazione e il coinvolgimento dei clienti attraverso attività ed esperienze dedicate.

Le vendite al dettaglio muoiono se sono noiose, classiche: questo lo spunto lanciato da Fabien Stutz, Head of Property di Nike, che a tal proposito nel corso della fiera aveva pronunciato la frase “Boring retail is dead”. In effetti negli ultimi anni le esigenze dei consumatori hanno subìto una rivoluzione, con gli smartphone che hanno reso lo shopping molto più veloce rispetto al passato. E così agli outlet non rimane che adeguarsi, provando a offrire nuove esperienze nel settore del food e degli eventi musicali. La chiave, quindi, è intrattenere e divertire i clienti per tenerli più tempo all’interno del centro commerciale e favorire parallelamente la crescita degli acquisti.

Un esempio di shopping district del futuro, citato in occasione del Mapic, arriva dall’Italia: si tratta del Caselle Open Mall (Com), che sorgerà alle porte di Torino e risponderà proprio alle esigenze di intrattenimento. Una parte significativa sarà infatti dedicata al cosiddetto edutainment per adulti e bambini: divertire ma, al contempo, educare. Come? Con il primo Family Edutainment Center in Europa, dove saranno disponibili varie attività interattive ispirate alle esplorazioni della National Geographic Society. Il Com strizzerà anche un occhio all’ambiente: sul tetto vi sarà infatti uno spazio verde dove verranno coltivati prodotti che i clienti potranno poi consumare a chilometro zero.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Addobbare casa: un italiano su tre lo fa a novembre

prev
Articolo Successivo

Residenziale: compravendite in aumento del 5,6% nel 2018

next