È riuscito a lasciare tutti di sasso. Un’altra volta. Come spesso accade davanti a suoi capolavori, impressi con il tocco timido e geniale della sua bomboletta spray sui muri (e gallerie d’arte) di mezzo mondo. Lo street artist Davide Salvadei, conosciuto universalmente come Eron, venerdì sera è stato premiato dal sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, con il prestigioso Sigismondo d’Oro. Ma, colpo di scena, a salire al suo posto sul palco del Teatro Galli (gioiello polettiano recentemente ristrutturato) è stato – annunciato un po’ a sorpresa dal presentatore – “un amico”, il venditore ambulante Mbacke Dieng, conosciutissimo in città con il soprannome di Mamadouk. Il gigante senegalese, quasi una sorta di icona dell’integrazione, ha ritirato il premio lasciando tutti di stucco. Un messaggio sociale molto forte, specie in un momento storico segnato da grossi conflitti. L’artista, primo “graffittaro” a portare la street art all’interno di una chiesa (quella di San Martino in Riparotta a Rimini), solo pochi mesi fa aveva realizzato al parco City Life di Milano uno dei più grandi murale al mondo. “Un muro contro tutti i muri”, come lo aveva definito lo stesso writer riminese.

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