Slitta l’esame in commissione Bilancio, slitta il voto del Senato in attesa del via libera di Bruxelles al nuovo schema. I tempi per approvare in via definitiva la manovra entro Natale diventano strettissimi: i lavori a a Palazzo Madama, come stabilito dalla riunione dei capigruppo dopo il vertice di maggioranza di domenica sera a Palazzo Chigi, ripartiranno il 18 dicembre alle 9.30. Protestano le opposizioni che vedono ridursi ulteriormente il tempo per analizzare le modifiche al testo: “Siamo di fronte a una mortificazione senza precedenti del Parlamento”, hanno dichiarato Pd, Forza Italia, Fdi e Leu. L’ipotesi più probabile a questo punto è che il testo arrivi in Aula a Palazzo Madama venerdì 21 dicembre: in tal caso il voto finale, in terza lettura alla Camera, dovrebbe arrivare alla vigilia di Natale, oppure tra il 27 e il 28 dicembre. Previsto in serata un nuovo incontro tra il premier Giuseppe Conte e il ministro del Tesoro Giovanni Tria. Il titolare del Mef, spiegano fonti di governo, “si recherà a breve” a Palazzo Chigi per “finalizzare” la manovra in vista dell’esame in commissione.

Lo slittamento è legato all’attesa dell’ok di Bruxelles alla nuova cornice macroeconomica della legge di Bilancio, con il deficit/pil ridotto dal 2,4 al 2,04%. La correzione, decisa per evitare la procedura di infrazione per debito eccessivo, vale in termini assoluti 6,5 miliardi. Quattro miliardi sono stati trovati calcolando che reddito di cittadinanza e quota 100 scatteranno dalla primavera 2019 e richiederanno dunque meno coperture di quelle preventivate. Le risorse restanti arriveranno soprattutto da tagli alla spesa e da dismissioni immobiliari. In mattinata il governo ha inviato a Bruxelles “uno schema” con il nuovo quadro macroeconomico e le misure della manovra. Ora si aspetta una valutazione. “Il dialogo con Roma continua” e “decideremo i prossimi passi sulla base del risultato di questo dialogo, che è in corso”, ha ribadito il portavoce della Commissione Ue Margaritis Schinas.

Approdo in Aula forse venerdì – Chi assicura che ci sarà il tempo necessario per analizzare le modifiche è la maggioranza. È “ragionevole” che la manovra arrivi in Aula venerdì, ha detto il viceministro dell’Economia del Carroccio Massimo Garavaglia. “Ci auguriamo di essere pronti per domani e presentare tutto quello che serve in modo che da domani si possa procedere e arrivare a chiudere tutto in commissione in maniera ordinata”. I tempi per l’approdo in Aula “dipendono dai lavori della commissione, non vogliamo mettere tagliole, è una discussione particolarmente rilevante e ci prendiamo il tempo che serve“. Garavaglia ha quindi precisato che il pacchetto di emendamenti del governo di cui si è parlato finora, fatto di circa una trentina di proposte, potrebbe essere meno corposo. “Mi auguro che siano meno, 30 sono effettivamente tanti, quello che è pronto – ha aggiunto – può essere presentato anche oggi”.

Modifiche per un totale di 1 miliardo – La lista delle modifiche e delle aggiunte da apportare alla manovra all’esame del Senato, dopo il vertice di ieri, si è però allungata per un totale di quasi un miliardo. Oltre alle coperture alternative al deficit da presentare all’Unione europea, il governo deve quindi trovare nuove risorse per far fronte alle numerose misure annunciate. Anche perché i fondi a disposizione del Parlamento si sono già assottigliati nel corso del passaggio alla Camera, riducendosi per il 2019 da 435 a circa 190 milioni. In base agli emendamenti di maggioranza, tra buche e metro, per l’emergenza Roma sono richiesti 195 milioni. Il saldo e stralcio costa 70 milioni nel 2019, mentre, secondo le cifre circolate finora, il taglio del cuneo fiscale agendo sui premi Inail vale 400 milioni il primo anno e 600 a regime. Per l’ecosconto auto si stimano al momento 300 milioni.

Le opposizioni protestano – Protestano invece i partiti d’opposizione che chiedono più tempo per poter esaminare gli emendamenti. “Le divisioni della maggioranza, che hanno protratto oltre ogni limite il confronto con la Commissione Europea“, si legge in una nota congiunta a firma dei capigruppo Gilberto Pichetto Fratin (Forza Italia), Antonio Misiani (Pd), Andrea de Bertoldi (Fratelli d’Italia), Dieter Steger (Gruppo per le Autonomie) e Vasco Errani (LeU), “stanno causando una mortificazione senza precedenti del Parlamento. Esprimiamo forte preoccupazione per il Paese, rimarcando con forza le gravi responsabilità del governo per la situazione senza precedenti che si è venuta a creare. È quindi indispensabile che si dia seguito a questa nostra richiesta”, hanno concluso le opposizioni, riferendosi al rinvio dell’approdo in aula della manovra non prima di venerdì, a condizione che il governo presenti la nuova manovra alla ripresa dei lavori della commissione.

Renzi: “Una cosa mai vista” – “Mancano 14 giorni al Capodanno e nessuno conosce quale sia davvero la legge di bilancio. È una cosa mai vista”, scrive Matteo Renzi nella sua enews. “Faccio un appello ai parlamentari della maggioranza – aggiunge – A quei parlamentari che ci guardano imbarazzati perché si rendono conto di quello che sta accadendo ma cercano di minimizzare. Vi hanno fatto scendere in piazza per applaudire il leader dal balcone di Palazzo Chigi. Poi vi hanno fatto votare alla Camera una manovra dicendo che non era quella. Smettete di farvi trattare da spettatori e passacarte. Voi non siete le majorette di Salvini e Di Maio. Avete una dignità. Mostratela, se vi riesce”, attacca Renzi. “È in corso un affronto senza precedenti al Parlamento”, gli fa eco il presidente del Gruppo Pd al Senato, Andrea Marcucci. “Dopo 4 giorni di attesa, sconvocate le commissioni, non c’è ancora traccia della legge di bilancio. Siamo al caos istituzionale, M5S e Lega stanno scardinando tutte le regole. La presidente Casellati intervenga”.

Le prossime tappe – La manovra finanziaria del governo Conte deve ottenere il via libera dal Parlamento italiano, ma anche quello della Commissione Ue. Per quanto riguarda il fronte interno, alla luce dei rinvii odierni, il via libera definitivo alla manovra potrebbe arrivare al più presto alla vigilia di Natale. Ma è probabile che il voto finale, in terza lettura della Camera, potrebbe tenersi tra Natale e Capodanno. Negli stessi giorni dovrebbe essere convocato, negli auspici di Luigi Di Maio, il Consiglio dei ministri per approvare il decreto sul reddito di cittadinanza.

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