Le rassicurazione sui tempi, con l’analisi costi-benefici pronta entro il 31 dicembre e l’impegno di chiudere tutto entro le Europee. E poi l’integrazione nella Commissione che si sta occupando proprio di redigere il dossier finale di un rappresentante dei favorevoli e uno dei contrari. Sono i primi risultati dell’incontro tra il governo e le imprese piemontesi sulla Torino-Lione. Con il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, che poco dopo essere uscito da Palazzo Chigi, al programma Tagadà, risponde a chi gli chiede se si definirebbe un “No Tav” con un “assolutamente no“. La strada verso la ricerca di un compromesso sull’Alta Velocità è ancora da definire: “Io sono dalla parte degli italiani e non accetto però, prima da italiano che da ministro dei Trasporti, di sprecare soldi pubblici”, aggiunge Toninelli, sottolineando: “Voglio che ci siano soldi ben spesi in infrastrutture”. “Un atteggiamento ambiguo“, lo definisce il capogruppo della Lega a Montecitorio, Riccardo Molinari, intervistato dall’Adnkronos. “Capisco che possa ingenerare qualche preoccupazione. Il mondo imprenditoriale accusa il governo di bloccare le grandi opere, ma in realtà non c’è nessun atto dell’esecutivo che va in questa direzione“, spiega Molinari.

Il dossier italiano sarà terminato “entro il 31 dicembre, poi la dovremo condividere con la Francia e con l’Ue. Di Maio ha però preso l’impegno di chiudere tutto entro le Europee“, spiega il presidente della Confesercenti Piemonte, Giancarlo Banchieri, al termine dell’incontro a Palazzo Chigi con la delegazione Sì Tav. Un tavolo da cui è emersa appunto anche un’altra promessa: “Avremo anche noi imprese un rappresentante nella Commissione costi-benefici in cui saranno rappresentati anche i No Tav“, annuncia lo stesso Banchieri. Le imprese hanno posto come unica condizione che i tempi siano rapidi, ma non rinunceranno a un loro nome se sarà presente un esponente dei contrari all’Alta velocità. Il gruppo di esperti del ministero “sarà integrato con la nomina di un loro esperto, in maniera che possa partecipare allo svolgimento delle riunioni. Stessa cosa avverrà con un rappresentante dei movimenti No Tav, che incontreremo prossimamente”, si legge in una nota governativa.

Al tavolo di Palazzo Chigi erano presenti il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, il vicepremier Luigi Di Maio e il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli. Dall’altra parte circa 13 sigle in rappresentanza di 33 associazioni dell’industria, dell’artigianato, del commercio ma anche della cooperazione, dei sindacati e degli ordini professionali territoriali. Tutte con la stessa richiesta: la Torino-Lione non si deve fermare. Al termine dell’incontro gli imprenditori sono rimasti cauti e “preoccupati“.

Il nodo dei tempi è considerato cruciale dagli imprenditori perché, spiega il presidente di Confindustria Torino, Dario Gallina, “ogni ulteriore ritardo sulla Tav costa soldi: ha circa 70 milioni al mese di impatto”. “Sono centinaia – prosegue – i lavoratori attualmente impegnati e sarebbe assurdo sospendere i lavori”. Toninelli lo smentisce su La7:  “Non si perderanno posti di lavoro e non si perderanno finanziamenti pubblici. Chi dice che perderemo 75 milioni di euro al mese, dice una stupidaggine perché quella firma che il sottoscritto ha fatto con la ministra dei Trasporti francese, Elisabeth Borne, significa proprio che non perderemo alcun denaro pubblico”.

La partita riguarda soprattutto per quanto tempo resteranno bloccati i bandi di gara già rinviati “oltre la fine del 2018”, come annunciato da Toninelli alla vigilia dell’incontro. La garanzia arrivata dal premier Conte è di un’analisi costi-benefici, per parte italiana, in arrivo “in tempi brevissimi“, entro dicembre. Poi ci sarà il confronto con la controparte francese e con l’Europa. Di Maio avrebbe garantito come data finale le Europee: una previsione che non ha convinto però tutti i presenti. 

Il più critico è sicuramente il presidente di Confindustria Torino, Dario Gallina: “L’esito dell’incontro è una concreta dilazione dei tempi dei bandi di gara di qualche mese e questo non è positivo. Chiediamo che l’analisi costi-benefici sia conclusa al più presto e che la Francia non costituisca per questo un pretesto“, spiega, lasciando la sede del governo e indicando come “il problema sia solo politico“. La disponibilità da parte del M5S c’è, dice ancora Gallina, ma “aspettiamo una decisione concreta“, conclude.

Non più rosea la situazione per Confesercenti Torino. “Il rischio reale è di congelare 3,5 miliardi di investimenti già bollinati e pronti a partire”, denuncia il presidente Banchieri. Ma Di Maio, “ha preso l’impegno di chiudere il dossier prima delle Europee”, assicura. Una previsione su cui è soprattutto l’Api di Torino a nutrire forti dubbi. “Sono preoccupato che si spossa scavallare questa data”, dice il presidente Corrado Alberto.

A voler essere invece più “ottimista” il presidente dell’Ance di Torino, Giuseppe Provvisiero, che ammette: “Non sono stato convinto al 100%” dalle garanzie del governo a fare in fretta, ma “ha garantito tempi brevissimi, ha detto di non preoccuparci e che entro dicembre l’analisi costi benefici sarà conclusa. E questo ci dà speranza“, dice. Il rischio altrimenti, aggiunge, “è quello di perdere finanziamenti e occupazione e di non far crescere il Pil”. Le associazioni hanno infine invitato il premier Conte a visitare i cantieri: invito accettato a data ancora da destinarsi.