“Abbiamo 20 nomi, molti appartengono alla National Security Agency (i servizi segreti egiziani, ndr). Ma pensiamo che alla fine siano state almeno 40 le persone coinvolte nel sequestro, nella tortura e nell’uccisione di Giulio Regeni“. Così la legale della famiglia Regeni, Alessandra Ballerini, spiegando le ultime novità nell’inchiesta in merito alle indagini sulla tortura e l’uccisione del ricercatore italiano, nel corso di una conferenza stampa organizzata nella sede della Federazione nazionale della stampa italiana, con i genitori dello stesso Giulio Regeni, Claudio e Paola. “Tutte queste persone devono avere paura, anche se a carico dei cinque già indagati ci sono elementi più solidi. Sugli altri stiamo raccogliendo le prove. Sappiano tutti che gli conviene parlare per primi, non per ultimi, e che possono rischiare l’arresto se pensano di lasciare impuniti l’Egitto”, ha spiegato la legale. E ancora: “Quando il ministro dell’Interno Magdi Abdel-Ghaffar diceva che Giulio Regeni non era stato ‘attenzionato’ ,mentiva.E il generale Al Sisi non poteva non sapere cosa stava accadendo”. “L’iscrizione di cinque indagati da parte della procura rappresenta un grande passo, arrivato perché nessuno ha ceduto. In Egitto sappiano che non cederemo neanche in futuro”, ha rivendicato anche la madre di Giulio Regeni. E il padre Claudio ha aggiunto: “Continueremo la nostra battaglia fino a raggiungere la verità

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