Non solo yacht di lusso e ville esclusive, imprenditori multimilionari e vip di diverso ordine e grado. Quando il disagio arriva a farsi sentire anche a Portofino, con l’unica strada che collega il borgo dal resto del mondo, a restare in paese sono solo 150 dei 400 residenti, tra questi molti operai e lavoratori che vivono in alcuni dei duecento alloggi con canone agevolato del Comune. Un’altra Portofino, quella che sul lusso ci lavora “come fosse la Fiat del turismo – spiega il giovane sindaco Matteo Viacava, maestro d’ascia come suo padre e suo nonno, tutti portofinesi d.o.c. – questo borgo dà lavoro a oltre 3.000 persone nel periodo estivo e un migliaio in bassa stagione”. Lavoratori precari e sfruttati come nel resto d’Italia, stagionali ma anche contratti a tempo determinato, che ora rischiano il posto se i tempi per il ripristino della strada statale si dovessero dilatare oltre aprile. I residenti che hanno scelto di restare a Portofino a seguito della mareggiata di fine ottobre possono raggiungere il vicino Comune di Santa Margherita attraverso i battelli messi a disposizione dal Consorzio Marittimo del Tigullio: “Al mattino è pieno di operai che raggiungono il paese per lavorare, altro che vip – ironizzano i passeggeri – quelli torneranno quando avremmo rimesso tutto a posto”. Tra gli ‘sfollati’ anche Paolo Bassignani, il guardiano del Faro di Portofino che quella notte se l’è vista brutta:”Il vento a 140km/h spingeva le onde della mareggiata che più volte hanno travolto il faro devastando tutto, ma se fossi uscito avrei rischiato ancora di più”. Alberi e muri abbattuti, il faro è rimasto in piedi ma l’abitazione del suo custode, che è tornato pochi mesi fa a vivere in una struttura chiusa per oltre 14 anni, è inagibile: ”Spero di poter tornare al mio lavoro ordinario entro pochi mesi, per ora ho deciso di restare a Portofino in un appartamento che mi è stato messo a disposizione”.

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