“Noi passi indietro non ne facciamo”. “Per l’interesse degli italiani non siamo disposti a rinunciare a nulla”. “Sì dialogo, ma l’Ue non può trattarci così”. Il governo italiano non arretra di un millimetro dopo la bocciatura della manovra da parte di Bruxelles. Parola del premier Giuseppe Conte e dei vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio “Con un clima rasserenato lo spread scenderà. Siamo responsabili, non c’è nessuna presunta ribellione all’Ue. Abbiamo un obiettivo comune con l’Europa, stiamo lavorando alla riduzione del debito” ha detto il presidente del Consiglio a margine del Forum europeo per la riduzione del rischio. “Le ricette di austerità hanno fallito, non vedo l’ora di confrontarmi con Juncker e gli altri commissari invitati alla cena di sabato prossimo” ha aggiunto il premier. Che poi ha parlato anche dei rapporti tra i due alleati di governo, definendolo “molto buono”: “C’è stato un episodio singolo specifico e circostanziato” perché “nel segreto della votazione si possono creare situazioni di imprevedibilità, ma non c’è nessun disaccordo tra alleati” ha spiegato Conte, sottolineando che nel vertice con i vicepremier “il clima è stato molto sereno”. “E come poi avete potuto vedere nelle votazioni è filato tutto senza problemi” ha sottolineato, prima di dirsi ottimista per il futuro prossimo: “È una manovra orientata per realizzare le premesse per far crescere il paese, quando tutti ci accorderemo, anche a livello europeo, su questo obiettivo lo spread scenderà”. Per la cronaca, il differenziale Bund/Btp oggi ha aperto in salita a 315 punti, con il rendimento Btp a 10 anni al 3,52%. Non va meglio per Piazza Affari, in rosso a -1% al pari delle altre Borse europee.

LE PAROLE DI SALVINI
Salvini invece è intervenuto a Uno Mattina su Rai 1 e ha confermato la posizione dell’esecutivo: “Non faremo passi indietro –  ha spiegato – perché i soldi che abbiamo messo nella manovra economica riguardano la sanità, e il diritto alla salute non si tocca, si assumono mille ricercatori universitari, ci sono corsi di specializzazione per 600 medici, quindi non abbiamo messo lì dei soldi a caso”. “C’è un’idea di Italia che cresce” ha detto ancora, prima di rivolgersi alla Commissione Europea: “Se poi con Bruxelles vogliamo ragionare di investimenti, c’è stata l’alluvione in Veneto, in Friuli, in Trentino, in Sicilia, in Sardegna, se vogliamo mettere più soldi sulla tutela del territorio, per carità di Dio. Ma siccome sono soldi degli italiani, non dell’Europa – è il pensiero Salvini – chiederemo di poter spendere questi soldi per gli italiani”.

Nell’intervento del ministro dell’Interno non mancano anche accuse all’Ue: “Chiedo rispetto per il popolo italiano, visto che paghiamo – ha sottolineato Salvini – Nella ‘letterina’ c’è scritto che non posso cambiare la legge Fornero. Ma io non voglio tornare indietro. Non voglio litigare con nessuno – ha aggiunto – Ma devo scegliere tra Bruxelles e gli italiani, la scelta è facile”. Poi la rassicurazione agli italiani: “Il risparmio privato non si tocca, semmai si può vendere qualche immobile pubblico” ha spiegato il leader del Carroccio, che successivamente ha rivelato un retroscena interessante della nascita dell’accordo con il Movimento 5 Stelle: “Io sono al governo perché Berlusconi mi disse ‘vai e prova’ – ha fatto sapere – E io che sono tosto sto andando avanti. Non è che siccome i sondaggi vanno bene, mollo tutto”.

Il ministro dell’Interno è poi tornato sulla questione dell’emendamento sul peculato e sulle accuse di imboscata ricevute dal Movimento 5 Stelle: “Io lo eliminerei il voto segreto: siccome gli italiani votano i parlamentari, sarebbe giusto che i parlamentari ci mettessero la faccia. Perché poi con il voto segreto, non si sa se hai votato tu, ha votato lei, chi lo sa? Detto questo – ha aggiunto – abbiamo avanti cinque anni: mi ricordo bene gli impegni presi, non riesco a fare tutto subito perché nono sono Batman, ma spero me lo lascino fare”. Dopo un passaggio sulle grandi opere (“Sulla Tav gli esperti stanno valutando costi e benefici. Io di mio preferisco andare avanti, ma aspettiamo il loro parere”), il segretario della Lega ha parlato anche del suo futuro personale: “Fare il ministro dell’Interno mi porta via 23 ore al giorno. Non ho tempo di pensare ad altre sfide, come quella di fare il leader dei sovranisti europei” ha detto, prima di ritornare su questioni squisitamente economiche.

“Lo spread viene deciso con un click, dall’altra parte del mondo, da qualcuno che decide oggi che l’Italia sale, o l’Italia scende. Quello non è controllabile. Ma l’economia italiana sana” ha affermato il ministro dell’Interno, secondo cui “lo spread che sale non corrisponde alla vita vera, all’economia reale. Chiaro che qualcuno sta tentando di speculare – è l’accusa – perché se sale questo famoso spread, magari pensano che noi dobbiamo tassare i risparmi degli italiani“. Ciò non significa che lo spread fisso a quota 300 non crei apprensione. “Non solo Tria, anch’io sono preoccupato. Ma abbiamo un consenso incredibile nel Paese – ha sottolineato il titolare del Viminale – In cinque mesi, senza far miracoli stiamo facendo moltissimo, abbiamo ridotto gli sbarchi, io confisco ville dei mafiosi per farne caserme della Polizia, e tanto altro. Non vorrei che qualche speculatore non volesse che continuassimo a fare altrettanto”.

LE PAROLE DI DI MAIO
“La procedura di infrazione va discussa e io credo nella discussione. Spero nel dialogo e nel confronto perché vogliamo spiegare le nostre ragioni sul perché la procedura non sarebbe giusta, in quanto la nostra manovra vuole ridurre il debito pubblico aiutando le fasce più deboli della popolazione: imprenditori, pensionati, lavoratori e giovani“. È questo il succo del pensiero di Luigi Di Maio, che ha risposto alle domande dei cronisti nella sala stampa a Montecitorio durante i lavori d’aula sul ddl Anticorruzione. Il vicepremier ha detto che non si può sentire in colpa se si aiutano i pensionati, i disoccupati e i giovani: “Abbiamo un modo di affrontare il debito diverso e capisco che alcuni si sentano disorientati. Ma non si può trattare l’Italia così dopo anni di massacri”.

Tornando nel merito della manovra, il ministro del Lavoro ha spiegato che crede “che ci siano ancora i margini per un dialogo e un confronto” con l’Europa sulla legge di Bilancio. “Per noi è importante, ma credo che lo sia anche per l’Ue, non far percepire che stia chiedendo all’Italia di fare macelleria sociale” ha aggiunto Di Maio. Che poi ha spiegato: “Noi non siamo d’accordo se dobbiamo ridurre la platea di quota 100 o il numero di cittadini che devono prendere reddito e pensioni di cittadinanza, non siamo d’accordo se non ci permettono di rimborsare i truffati delle banche”. Poi una sorta di apertura: “Per il tutto il resto, se vogliamo lavorare sui tagli agli sprechi o la riorganizzazione della spesa pubblica, siamo d’accordo – ha detto il capo politico del M5s – Anzi, ci diano una mano e mettano a nostra disposizione la loro esperienza con altri Paesi, però non si può pensar che per uno 0,4% di deficit in più l’Italia sia colpevole di stare aiutando per la prima volta disoccupati, pensionati e lavoratori”. Per quanto riguarda eventuali correzioni alla legge di bilancio, Di Maio è stato chiaro: “Io voglio migliorarla in Aula e fare lo stesso con il decreto fiscale. Ma escludo e non voglio parlare di manovra correttiva” ha assicurato, ribadendo la netta opposizione sua e del governo ad eventuali richieste da parte dell’Europa a fare “macelleria sociale”. Per il ministro dello Sviluppo economico “ci sono margini per un dialogo e per un confronto con la Ue”, rinnovando la garanzia “dell’impegno che oltre al 2,4% non si va”.