In attesa che Marco Minniti e l’uscente Maurizio Martina sciolgano la riserva sulla possibile corsa al Congresso dem, si è aperta l’Assemblea nazionale del Partito democratico, prima tappa che porterà alle primarie tra febbraio e marzo, ma ancora senza data certa. All’assise dem è assente Matteo Renzi, che una settimana fa aveva riunito i suoi fedelissimi a Salsomaggiore, dove c’era chi – come Giachetti e Rosato – aveva pure evocato il tema della scissione dal Pd, in caso di vittoria di Zingaretti al Congresso. Un’uscita che, al momento, in casa renziana si nega: “Nessuno vuole andare via”, spiegano in coro Ettore Rosato e Teresa Bellanova, quest’ultima evocata come possibile candidata in ticket con Minniti per gli stessi renziani. “Non ho dato alcuna disponibilità, né avanzato candidatura. Sicuramente sono una persona a cui non difetta il coraggio”, ha rivendicato Bellanova. E c’è chi già intravede la strategia di logoramento verso Zingaretti, con più candidati per lasciarlo sotto al 50% e lasciar poi decidere l’Assemblea nazionale, con accordi tra correnti. Una strategia che i renziani, al momento, provano a smentire.
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