Un consiglio d’amministrazione straordinario convocato di primo mattino per sfiduciare l’amministratore delegato di TimAmos Genish. Il gruppo di telecomunicazioni, quindi, alla fine ha deciso di mettere alla porta il manager, al quale mancava ormai l’appoggio del fondo Elliott. Le deleghe revocate a Genish sono state assegnate al presidente Fulvio Conti e il 18 novembre si terrà il cda per decidere il suo successore con l’azionista francese Vivendi, ormai in aperto scontro con il fondo americano, che potrebbe chiamare un’assemblea per provare a riprendere il controllo della governance. Un “metodo vergognoso”, lo definisce la società francese denunciando la “destabilizzazione” provocata dalla decisione.

“È stata una mossa molto cinica e volutamente pianificata in segreto, per creare la massima destabilizzazione e influenzare i risultati di Tim – filtra da ambienti vicini alla holding di Vincent Bolloré – E dopo un diniego ufficiale di domenica, senza la conoscenza di molti membri del consiglio e mentre l’amministratore delegato stava negoziando per Tim e portando avanti i suoi doveri dall’altra parte del mondo”. Stando a quanto ricostruito dall’agenzia stampa americana Bloomberg, al fondo attivista Elliott – che ha recentemente avuto la meglio sul rinnovo del board nominando 10 consiglieri – non è gradito il piano ideato da Genish per scorporare la rete in rame dal gruppo, mantenendone il controllo.

L’obiettivo finale è la creazione di una struttura unica tra la società pubblica Open Fiber e la Tim, così da avere maggiori fondi per accelerare la sostituzione del rame: il progetto piaceva a Genish che recentemente aveva fatto intendere di voler controllare l’eventuale futura società nata dall’unione di Tim e Open Fiber.

Il titolo Tim in Borsa, dopo aver aperto in deciso rialzo nonostante le indiscrezioni sull’uscita dell’amministratore delegato, ha prima azzerato i guadagni e poi è passato in negativo dopo la conferma da parte di Tim dell’allontamento di Genish.

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