Siamo tutti teste calde”, così il Collettivo Autonomo dei lavoratori portuali di Genova risponde al principale terminalista del porto, Aldo Spinelli, che nei giorni scorsi ha negato di aver fatto lavorare i suoi dipendenti in condizioni di pericolo o mancanza di sicurezza durante l’allerta rossa della scorsa settimana, quand’era arrivato a definire “testa calda” il lavoratore ritenuto “colpevole” di aver contattato i sindacati e testimoniato con video e immagini le condizioni nelle quali i portuali di Genova La Spezia e Savona sono stati costretti a lavorare. “Se chiamare i sindacati e chiedere che venga rispettato il diritto a un lavoro in condizioni di sicurezza è ritenuto un gesto da teste calde rispondiamo con questo presidio e con altre iniziative nei prossimi giorni – sottolinea Luca Franza del Calp – perché il Presidente dell’Autorità Portuale ha il diritto e il dovere di impedire ai terminalisti di far lavorare i propri dipendenti in condizioni di allerta meteo”. I lavoratori del porto ricordano che il loro lavoro consiste anche nel movimentare carichi di decine di tonnellate, spesso composti da sostanze pericolose, per lo più inscatolati in contenitori d’acciaio o rimorchi, agganciati e sganciati sulle coperte delle navi, sollevati a decine di metri di altezza per essere impilati nelle stive o sui piazzali e trasportati con trattori dentro e fuori i garage dei traghetti. “Un lavoro del genere non può prescindere dal ferreo rispetto dei criteri di sicurezza che invece, troppo spesso, vengono ignorati dai padroni del porto”. Nei giorni di mareggiata della scorsa settimana, denuncia il collettivo composto da marittimi, dipendenti dei terminal, soci della compagnia unica dei lavoratori del porto, autotrasportatori, spedizionieri e ormeggiatori, “non solo quello del Gruppo Spinelli, ma tutti i terminal hanno lavorato. Nel mentre la diga foranea si è sbrecciata, due enormi gru sono state spostate dalla forza della bufera sino a scontrarsi, sono cadute pile di container in tutti i terminal; un traghetto per il vento non riusciva a mantenere l’allineamento del portellone alla banchina, i fulmini colpivano le gru, la visibilità era ridotta o nulla in certe zone”. La richiesta dei lavoratori, che verrà ribadita dalle segreterie sindacali in un incontro urgente con l’Autorità Portuale richiesto e ottenuto per i prossimi giorni, è che condizioni di lavoro come quelle affrontate in questi giorni di allerta non si ripetano più

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