Bagarre al Senato durante la prima giornata dei lavori sul decreto sicurezza. Nel pomeriggio di ieri, la senatrice del M5s Alessandra Maiorino ha duramente criticato la politica migratoria del governo precedente e in particolare di quello guidato da Matteo Renzi. Contestazioni e proteste dai banchi del Pd per voce della senatrice Simona Malpezzi e del parlamentare Mauro Laus. Il clou della tensione si è raggiunto quando Maiorino ha rincarato: “Per colpa di questa politica di una sinistra salottiera e spensierata si è creata una situazione insostenibile in termini d’impatto sociale e di costi per lo Stato”. “Tornatene in cucina!”, è insorto Laus. La senatrice pentastellata si è interrotta qualche secondo e ha chiesto: “Cosa? In cucina?”. Nell’imbarazzo in Aula, è dovuta intervenire la vicepresidente del Senato, Paola Taverna, per placare gli animi esulcerati.
Nelle ore successive le senatrici della Lega e la segretaria di Possibile, Beatrice Brignone, hanno accreditato ufficialmente la propria solidarietà alla senatrice Maiorino, definendo “insulto sessista” la frase pronunciata dal parlamentare del Pd.
Laus, a sua volta, si è difeso: “Non accetto accuse di sessismo da nessuno, men che meno dalle senatrici della Lega e del M5s, visto che questa maggioranza nella sostanza sta andando contro i diritti delle donne in molti modi, vedi quota 100. La collega Maiorino e altri senatori della maggioranza non facevano altro, in Aula, che provocarci dandoci dei ‘salottieri’. Io ho risposto: ‘Invece che al nostro salotto, pensate alla vostra cucina’. Mi riferivo al patto di potere tra Lega e M5s” – ha continuato – “con uno scambio e un mescolamento di interessi continuo: il decreto sicurezza in cambio della prescrizione, la legittima difesa in cambio del reddito di cittadinanza, l’abbuffata di nomine, tutto ai danni del Paese. Non mi stavo rivolgendo alle sole senatrici, ma ai due gruppi di maggioranza. Noi non manchiamo mai di rispetto alle signore, non lo abbiamo fatto neanche in questa circostanza”

 

Riceviamo dal senatore Laus e pubblichiamo:

“Contrariamente a quanto riportato, nel corso della seduta del 5 novembre 2018 non mi sono rivolto alla Senatrice Maiorino con la frase “tornatene in cucina”, bensì con quella, assai diversa: “Voi vivete in cucina, nel tinello”, come confermato dal resoconto stenografico dell’assemblea disponibile alla lettura. Nell’esprimermi in tal modo, ho replicato alla critica con cui la Senatrice aveva apostrofato come “salottiera e spensierata” la politica della sinistra. È evidente dunque che la mia affermazione (che si è posta sullo stesso piano metaforico sul quale si stava svolgendo il ragionamento della Senatrice Maiorino) non aveva alcun significato offensivo né, tantomeno, a sfondo sessista (come non lo sono le espressioni a cui stavo rispondendo). Del resto, il mio impegno a favore delle pari opportunità e del contrasto ad ogni forma di discriminazione è testimoniato dal mio agire (documentato e verificabile) durante il mio mandato da Presidente del Consiglio regionale del Piemonte e da referente per le Pari Opportunità in seno alla Conferenza dei Presidenti delle Assemblee Regionali italiane. L’espressione che mi è stata attribuita, dunque, non solo non risponde a verità, ma contrasta con il mio modo di pensare e di agire, facendo torto alla mia dignità personale e alla mia storia politica”

Articolo Successivo

Dl Sicurezza, stallo al Senato e bagarre opposizioni: “Si decida su fiducia”. E attaccano: “Trattativa su prescrizione e nomine?”

next