Marco Tronchetti Provera è stato assolto a Milano nel terzo processo d’appello nel quale risponde di ricettazione per il caso Kroll. Per la vicenda, che risale al 2004, l’attuale amministratore delegato di Pirelli, che ha rinunciato alla prescrizione, si è visto annullare due volte dalla Cassazione le assoluzioni decise in secondo grado.

La III corte d’appello di Milano, presieduta da Francesca Marcelli, ha assolto l’imputato con la formula “perché il fatto non costituisce reato”. Le motivazioni saranno depositate entro 90 giorni e solo dopo si potrà sapere se, con una eventuale impugnazione della sentenza, ci sarà un nuovo round di giudizio che si trascina nelle aule giudiziarie da circa sei anni. Il sostituto pg Laura Gay alla scorsa udienza, il 18 settembre, aveva chiesto la conferma della condanna del Tribunale che risale al luglio del 2013: un anno e 8 mesi (pena sospesa), con la non menzione in quanto incensurato. Stessa proposta era arrivata dall’avvocato Lucio Lucia, legale della parte civile Carla Cico, ex amministratore delegato di Brasil Telecom.

Le indagini sul caso, che risale al 2004, quando Tronchetti era presidente di Telecom, furono chiuse nell’ottobre 2012 e riguardavano un cd contenente informazioni acquisite, era l’ipotesi, illegittimamente. Informazioni, secondo la ricostruzione della Procura milanese, raccolte dall’agenzia di investigazione statunitense la quale, ai tempi dello ‘scontrò tra la compagnia telefonica italiana e alcuni fondi di investimento brasiliani per il controllo di Brasil Telecom, stava portando avanti un’attività di spionaggio nei confronti del gruppo delle telecomunicazioni e della famiglia Tronchetti. Per la vicenda, dopo la condanna di primo grado, Tronchetti l’11 giugno 2015 fu assolto dalla corte d’Appello con la formula perché “il fatto non costituisce reato”. Contro l’assoluzione il procuratore generale di Milano presentò ricorso in Cassazione e, il 18 febbraio 2016, la Suprema Corte dispose di rinviare gli atti alla Corte d’Appello di Milano per un nuovo processo d’Appello, al termine del quale, il 9 febbraio 2017, il top manager fu nuovamente assolto con la medesima formula. Poi l’11 gennaio scorso gli ermellini decisero di ritrasmettere gli atti ai giudici milanesi per un nuovo processo in appello, il terzo. Processo nel quale ancora una volta l’ad di Pirelli, rendendo dichiarazioni spontanee, ha ribadito la sua estraneità alla vicenda contestata. 

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