L’indagine dovrà chiarire innanzitutto se sia trattato di un rogo doloso: l’ipotesi più accreditata fin dalle prime ore. La Procura di Milano ha aperto un fascicolo per individuare le cause dell’incendio scoppiato domenica sera nella zona nord del capoluogo lombardo, in via Dante Chiasserini, in zona Bovisasca. Le fiamme hanno colpito un capannone dell’azienda Ipb che si occupa di stoccaggio e smaltimento rifiuti. Cinque ore dopo, un altro incendio si è sviluppato a pochi chilometri di distanza a Novate Milanese, nei capannoni di una ditta che si occupa anch’essa di smaltimento rifiuti, in particolare carta da macero. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Milano: non risultano feriti.

L’ennesimo caso negli ultimi mesi in Lombardia, mentre solo giovedì scorso nell’ambito di un’inchiesta della Dda e dei carabinieri sono state arrestate sei persone in provincia di Pavia. Membri di un’organizzazione che si occupava di smaltire illecitamente rifiuti ed esecutori materiali dell’incendio alla discarica abusiva di Corteolona del 4 gennaio 2018. Il pm di turno Donata Costa ha aperto l’inchiesta su quest’ultimo rogo ipotizzando il reato di incendio, al momento a carico di ignoti. Gli inquirenti attendono gli atti degli accertamenti compiuti dagli investigatori.

Nel frattempo i Vigili del fuoco sono ancora al lavoro anche via Chiasserini e secondo le previsioni del Comune di Milano le operazioni dureranno “per tutta la giornata di lunedì 15 ottobre”. Intanto, “il servizio idrico MM ha potenziato gli idranti per dare più pressione possibile”, fa sapere l’assessore Marco Granelli. Il Comune inoltre, in via precauzionale, ha confermato l’invito ai cittadini della zona a tenere chiuse le finestre “per tutto il tempo dell’incendio fino al suo spegnimento. In particolare le vie Chiasserini dal ponte verso via Porretta, via Porretta, via Castellammare, via Arturo Graf, via Perini, via Eritrea. Arpa ha posizionato i rilevatori per qualità dell’aria”.

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