Dove è finito Louis Camilleri? Da tempo che mi sto chiedendo come mai l’attuale Ceo di Ferrari non proferisca parola in un momento in cui la squadra di Maranello sembra affondare sempre più. Personalmente l’ho visto nell’hospitality della Ferrari, durante il week end di gara del Gp d’Italia a Monza. In quell’occasione non mi colpì certo per carisma e doti comunicative. Subito dopo in sala stampa, parlando con qualche collega, commentai ed esternai il mio pensiero riguardo le sensazioni avute e ricordo che alcuni colleghi giustificarono la sua poca incisività spiegando che era arrivato da poco in quella posizione e nessuno, neanche lui, si aspettava la scomparsa improvvisa del dottor Marchionne. Ci poteva anche stare. Rimane il fatto che presentarsi alla stampa quando la Ferrari è in prima fila nel Gp di casa, non è proprio complicato e imbarazzante.

Altri fortunati lo videro il 18 settembre a Maranello durante la presentazione del piano strategico dei prossimi quattro anni, occasione che servì per rimediare alle difficoltà del mese prima, quando definì “aspirational” i piani fissati da Marchionne e fece perdere 8 punti percentuali al marchio del Cavallino in un colpo solo. Poi di lui si son perse le tracce.

Se Arrivabene, in precedenza, soffriva di una presenza troppo ingombrante, ora invece è rimasto da solo al timone di un team che sembra totalmente alla deriva. Situazione difficile la sua, la quale lo espone sempre e comunque a critiche: se accusa la squadra, “No! Non lo deve fare! La squadra va difesa sempre e comunque” il monito di alcuni. Poco importa poi se c’è poco da difendere e trovare scuse davanti a errori grossolani e imbarazzanti come quelli del fine settimana giapponese. Se invece prova a incoraggiare la squadra “Ma che dice! Stia zitto! Parla pure!” le accuse di altri.

Insomma per anni Arrivabene ha fatto il parafulmine nei momenti di difficoltà – raccogliendo ogni tanto anche qualche soddisfazione – e aveva comunque dietro di sé sempre un uomo forte pronto a proteggergli le spalle. Ora, che le cose decisamente stanno naufragando, dietro di lui invece il nulla. Almeno una ciambella di salvataggio qualcuno potrebbe pure gettargliela, Camilleri dov’è? Perché tace?

Si ok certamente il mondiale è perso, le speranze sono ridotte al lumicino ma è pur vero che mancano ancora quattro Gp da disputare e non si può lasciare la scuderia affondare in questo modo. Inoltre a Maranello si è già pienamente al lavoro sulla vettura 2019 e non è ammissibile lasciare lo sviluppo della prossima monoposto in balia di lotte interne che potrebbero danneggiare anche la prossima stagione.

Forse è vero che se la struttura orizzontale voluta da Marchionne funzionava sotto la sua guida e supervisione, venendo a mancare lui – l’uomo che metteva tutto d’accordo – questo tipo di organizzazione porta a galla tutti i suoi limiti. D’altronde in F1 questo tipo di organizzazione non è usata da nessuno e l’unica che si permetteva di utilizzarla era proprio la Ferrari. Forse proprio perché aveva un fuori classe come manager che a volte poteva risultare ingombrante ma che era pronto, sempre e comunque, a metterci la faccia. Ora, invece, che la Ferrari non è più in prima fila… Camilleri dov’è?