Le forze di governo raggiungono il 60% dei consensi, crescendo entrambe di oltre mezzo punto da settembre a ottobre. La Lega arriva al 31,8 per cento, mentre il Movimento Cinque Stelle torna sopra il 28. Mentre prosegue l’erosione delle altre forze politiche, sia nel centrosinistra, dove il Pd cala al 17%, che nel centrodestra con Forza Italia ora sotto il 9. È questa la fotografia dell’ultimo sondaggio sulle intenzioni di voto scattata da Ixè.

Nel periodo più caldo con la battaglia aperta con l’Unione Europea per la legge di Bilancio, le forze di maggioranza continuano a vedere i propri consensi in crescita. Il Carroccio per la prima volta, secondo Ixè, si avvicina al 32% guadagnano quasi 4 punti percentuali rispetto al 28% di giugno ed è ormai prossima ad aver raddoppiato la percentuale di voti raccolti il 4 marzo quando arrivò al 17,4. E sui livelli pre-estivi tornano anche i Cinque Stelle che, dopo la flessione la 27,6 per cento di settembre, risalgono al 28,2. Comunque ancora in netto calo rispetto al 32,6 raccolto nelle urne alle elezioni.

La crescita del partito guidato da Matteo Salvini compensa il calo dello 0,3 per cento di Forza Italia (passata dal 9 all’8,7) e, unita alla leggera crescita di Fratelli d’Italia (2,6%), lancia il centrodestra unito, contando anche Noi con l’Italia-Udc, al 43,5 per cento. Per il secondo mese consecutivo, quindi, le forze di destra doppiano abbondantemente quelle di centrosinistra, inchiodate al 20,1 (Pd 17, +Europa 2,5 e altri 0,6). Stabile Liberi e Uguali al 2,5% e leggero calo per Potere al Popolo, ora al 2,6.

La manovra economica, dunque, stando i sondaggi, premia Lega e M5s. Secondo un’indagine condotta dall’Istituto Demopolis, il 52% degli italiani esprime, nel complesso, una valutazione positiva. Un giudizio di segno opposto giunge invece dal 38% dei cittadini. L’opinione pubblica si divide maggiormente sulla scelta di alzare il deficit al 2,4%: il 48% ritiene la decisione necessaria per l’attuazione delle misure economiche previste dal programma di governo. L’innalzamento del deficit è considerato invece inopportuno dal 37% degli italiani, preoccupati dei rischi legati all’incremento del debito pubblico e all’aumento dello Spread.

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