Dopo anni di abbandono e degrado, rinasce l’unico hotel di Campo Imperatore, in Abruzzo. Un’area di montagna nota per la sua stazione sciistica, per i paesaggi lunari e unici (è detta “il piccolo Tibet”), per essere stata, in passato, set di numerosi “spaghetti western”. Nella tarda estate del 1943 l’albergo fu la prigione di Benito Mussolini, su ordine del maresciallo Badoglio. Venne scelto perché considerato geograficamente inespugnabile, sbagliando. Il fascismo era caduto da un mese e il duce vi “soggiornò” all’incirca due settimane, in attesa di una sua eventuale consegna agli alleati. E invece il 12 settembre, con una clamorosa operazione militare, un gruppo di paracadutisti tedeschi e di SS lo liberò e trasportò, a bordo di un piccolo velivolo da ricognizione, a Pratica di Mare, dove venne imbarcato su un aereo da guerra più grande che lo portò prima a Vienna, poi a Monaco. Volente o nolente, due giorni dopo l’ex “capo del nuovo impero romano” era a Rastenburg, in Germania, alla mercé assoluta di Adolf Hitler. Nome in codice di questo raid spettacolare e bruciante, che ha dato origine a libri, documentari cinematografici e rappresentazioni teatrali: “Operazione Quercia”.

E adesso, con tre milioni di euro di finanziamento del Cipe e 500 giorni per l’esecuzione dei lavori, la struttura ricettiva si appresta a tornare a nuova vita. Il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi (di Fratelli d’Italia) e la sua giunta, di raccordo col provveditorato alle opere pubbliche di Abruzzo, Molise e Sardegna, lo trasformeranno in un resort a tante stelle, per rilanciare l’intera zona. Qualche dettaglio: nel seminterrato sorgeranno il centro benessere, un bar e i locali della scuola e di noleggio sci; al piano terra la hall, la reception, la sala tv, la cucina e il ristorante; al primo piano le stanze, compresa quella dove cominciò a riflettere sui suoi errori e crimini Mussolini. Previsti pure un nuovo ingresso, il rifacimento integrale delle pavimentazione, la stuccatura e la rasatura delle pareti e dei soffitti, bagni ex novo. Era da anni che si parlava di rilanciarlo, ma tutti i tentativi precedenti erano andati a vuoto. L’ultimo risale a un paio d’anni fa: al bando per il passaggio di gestione, nonostante l’offerta decisamente appetibile (1500 euro d’affitto mensile), non s’era presentato nessuno. Già negli anni cinquanta l’albergo aveva subito un primo ammodernamento, ma poi, nel corso del tempo, è diventato una specie di cattedrale nel deserto ad alta quota, complici il suo aspetto squadrato e la sua aura maledetta. I turisti cominciarono a scarseggiare, a parte i nostalgici del ventennio, le teste rasate e i bikers con la croce celtica al braccio, o in cielo sotto forma di aquilone. Per questi ultimi, l’hotel Campo Imperatore è sempre stato una Mecca, anche senza Spa.

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