Dopo anni di discussioni, rinvii in commissione e sospensioni, finalmente l’Europa ce l’ha fatta: gli e-book avranno l’Iva al 4%.

L’Ecofin ha approvato la proposta che consentirà agli Stati membri di applicare aliquote Iva ridotte alle pubblicazioni elettroniche. Il Consiglio Ecofin “Economia e finanza” è responsabile della politica dell’Ue in tre settori principali: politica economica, questioni relative alla fiscalità e regolamentazione dei servizi finanziari. Questa decisione è stata accolta con soddisfazione da Ricardo Franco Levi, presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) che l’ha definita “una grande vittoria per l’Italia e per tutti i lettori europei”.

Ripercorrere l’iter di questa legge è come assistere a una partita di ping pong, perfino la Corte di Giustizia aveva fatto il Ponzio Pilato, rinviando la decisione agli Stati. In tutto ciò, è bene ricordare che il nostro Paese è tra quelli che più hanno voluto e sostenuto la decisione di equiparare l’Iva dei libri digitali a quella dei cartacei. L’ex ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini nel settembre 2014, in un incontro al Castello di Venaria, aveva perorato la causa con i suoi omonimi. Però l’iniziativa non era andata a buon fine, infatti a marzo 2015 l’Europa aveva bocciato la proposta.

E il primo gennaio 2015 l’Italia aveva scelto di applicare l’Iva al 4% – e non più al 22% – ai libri digitali, nonostante in Europa fosse in una posizione minoritaria. E subito dopo l’AIE ha dato vita alla campagna #unlibroèunlibro che ben presto, grazie al sostegno del governo e a un grande gioco di squadra, è diventata una battaglia italiana e oggi una vittoria di tutti i lettori europei.
Personalmente non posso che essere felice, infatti, dal mio blog, ho sempre sostenuto questa battaglia e già nel 2014 spronavo i nostri politici ad applicare l’Iva al 4%, perché sono convinta che l’equiparazione del libro digitale a quello cartaceo sia corretta e poi l’Iva al 4% sia stato uno stimolo per il mercato.