Facebook rischia una multa pari al 4% del proprio fatturato, vale a dire a 1,63 miliardi di dollari. Il social network è finito nel mirino della commissione irlandese per la protezione dei dati, che è il principale regolatore della privacy in Europa, a seguito dell’attacco che venerdì 28 settembre ha colpito almeno 50 milioni di account, mettendo a rischio i dati personali degli utenti. L’autorità di Dublino ha chiesto informazioni sulla natura e sulla portata dell’attacco, compreso il numero di cittadini europei coinvolti. L’azienda di Mark Zuckerberg sarà multata se verrà accertata la violazione del GDPR, il regolamento europeo sulla privacy entrato in vigore alla fine di maggio.

Il nuovo scandalo ha colpito la società di Menlo Park a pochi mesi dal caso Cambridge Analytica, in cui il social di Zuckerberg era finito nell’occhio del ciclone per aver permesso il trafugamento dei dati di 50 milioni di elettori americani da parte della società britannica. E a difesa della sicurezza delle informazioni personali su Internet è sceso in campo anche Tim Berners-Lee. Il britannico inventore del World Wide Web ha lanciato Solid, una piattaforma open source sviluppata in collaborazione con il Massachussets Institute of Tecnology che permette di decentralizzare la gestione dei dati, lasciando gli utenti liberi di decidere dove vanno le proprie informazioni, chi le legge e quali app possono farne uso. “Il web moderno è diventato un motore di iniquità e divisione influenzato da potenti forze che lo usano per i propri obiettivi. Abbiamo raggiunto un punto critico, un cambiamento è possibile”, ha scritto Berners-Lee.

Solid è descritto come una sorta di silos, dove vengono immagazzinate tutte le informazioni personali, su cui poi potranno operare le diverse app dietro autorizzazione dell’utente. La finalità dichiarata del progetto è restituire a ciascuno il controllo dei propri dati. “Solid cambia il modello attuale nel quale gli utenti devono consegnare dati personali ai giganti digitali in cambio di un valore percepito“, ha spiegato Berners-Lee. “Ho sempre creduto che il web sia per tutti. Questo è il motivo per cui io e altri lottiamo fieramente per proteggerlo. I cambiamenti che siamo riusciti ad apportare hanno creato un mondo migliore e più connesso”.

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